Sicurezza
«Successione: metodo sbagliato»
Manca ancora il vicesindaco, Moreno Radi attacca l’amministrazione e il Pd sulla scelta di Stefanelli
SCARLINO. Non è il merito a lasciare qualche dubbio, ma il metodo. Il sistema con cui si è trovato l’accordo attorno a un nome, chiuso dentro le stanze della politica e ben lontano dai cittadini e quelle preferenze che hanno espresso nel maggio del 2014. Moreno Radi entra nel dibattito sulla sua successione a vicesindaco di Scarlino, che a un mese di distanza dalle sue dimissioni ancora non è arrivata.
Il problema è che il nome su cui amministrazione e Pd hanno trovato un punto di contatto, Sergio Stefanelli, forse non può ricoprire la carica, visto che è attualmente il presidente dell’Epg (edilizia popolare) provinciale: un problema di compatibilità, dunque, sollevato dalla stessa amministrazione di Marcello Stella e girato subito per una verifica alla Prefettura e infine arrivato al ministero dell’Interno, di cui si attende una risposta.
Intanto però il problema e la discussione conseguente continuano. «A circa un mese dalle mie dimissioni da vicesindaco non si è ancora provveduto alla nomina del sostituto creando un vuoto preoccupante nella macchina amministrativa – dice Radi - vuoto che può creare non pochi problemi al proseguo della attuale consiliatura. Spero e chiedo che quanto prima si arrivi a questa nomina e non si attenda oltre e si ristabiliscano le normali condizioni amministrative superando questa anomalia preoccupante e le alchimie politiche che protraggono questa attesa». E se questo è l’appello che l’ex vice Stella, tuttora consigliere comunale, lancia all’amministrazione, la critica riguarda come si è giunti all’accordo su Stefanelli. Critica che non è rivolta alla persona, «a cui va tutta la mia stima», quanto appunto al metodo usato. «È stata individuata per assumere la seconda carica amministrativa del Comune una persona che non è stata eletta dai cittadini non è passata da una investitura popolare ma nominata in qualche riunione tra poche persone – dice Radi - Credo che questo fatto meriterebbe una ampia discussione su come ormai la politica si senta immune a rispettare anche le più elementari forme di democrazia e rispetto nei confronti dei cittadini che pretende di amministrare». Anche perché, secondo il consigliere di maggioranza, «all’interno dell’attuale giunta, che conosco bene, era possibile individuare il vice sindaco magari tenendo conto delle preferenze espresse dagli elettori un anno e mezzo fa e quindi della fiducia nei suoi confronti, oppure dare una continuità rappresentativa alla frazione più grande del Comune ma si è cercata una soluzione che non tiene conto di queste cose ma forse soddisfa altri aspetti». Invece la storia è andata diversamente e per questo Radi non nasconde la sua «delusione». «Questi fatti non contribuiscono certo a riavvicinare e ricostruire un rapporto di fiducia con gli elettori che sempre meno esercitano il proprio diritto – conclude – questa mia riflessione non vuole essere una critica ma voglio solo esprimere la mia delusione su come la politica perde sempre di più il suo ruolo nella nostra società».
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