Il dolore
Peep Pizzetti, ancora bufera sul Comune
M5s: «In convenzione non c’è traccia del ricorso delle Cavalli» FdI-An: «L’ente è stato condannato quindi ha sbagliato»
GROSSETO. Le dichiarazioni del sindaco Emilio Bonifazi, che ieri ha difeso l’operato del Comune nella vicenda del Peep Pizzetti, dicendo che le cooperative costruttrici erano state informate che le proprietarie dei terreni espropriati, le sorelle Cavalli, avevano chiesto 25 milioni di euro, a fronte degli 8 accordati dal Comune, sollevano un polverone.
Il Movimento 5 stelle, sventolando la convenzione stipulata dal Comune con le coop il 29 settembre 2008, fa notare che «da nessuna parte si fa riferimento alla richiesta di ben 25 milioni di euro delle proprietarie», che due mesi prima avevano fatto ricorso in Corte d’appello contro il giudizio di stima. E sottolinea che «l’unico accenno, sempre nella convenzione, a ricorsi in atto è quello presentato da un altro proprietario dei terreni» (in tutto sono quattro).
Secondo il M5s, il fatto che il Comune non abbia reso nota questa informazione alle coop, e di conseguenza alle persone che avevano intenzione di comprare un appartamento (oggi sono 380 circa), ha pregiudicato il diritto di questi ultimi a valutare con pienezza tutti gli aspetti della compravendita. Insomma, la prospettiva di dover pagare una casa Peep praticamente al prezzo di libero mercato, perché il terreno sarebbe costato più del previsto, non era un elemento importante da comunicare agli aspiranti proprietari? Oggi, dopo la transazione, le Cavalli avranno circa 7,2 milioni di euro in più, per un totale di circa 16 milioni di euro, tanti quanti stimati poi dalla commissione provinciale bilanci più uno “sconto” di mezzo milione.
Il M5s entra anche nei dettagli tecnici della ricostruzione fatta da Bonifazi, sulla base della relazione prodotta dagli uffici, e contesta la tempistica relativa a dichiarazione di pubblica utilità, decreto espropriativo, avviso di deposito della stima di indennità di esproprio definitiva da parte della commissione espropri. «Il Comune avrebbe dovuto seguire l’inter indicato dalla legge 865 del 1971 – dice il M5s – ma non l’ha fatto. Ha depositato subito il decreto di esproprio dando alle proprietarie la possibilità di fare subito opposizione al giudizio di stima alla Corte d’appello». Per il M5s il Comune dovrebbe fasi carico almeno di una parte dei 7,2 milioni di conguaglio. «Le famiglie sarebbero disposte a pagare qualche migliaio di euro, per circa 2 milioni; una parte se la dovrebbero accollare le 4 cooperative, circa 500.000 euro l’una; il resto, circa 3 milioni, dovrebbe spettare al Comune», spiega l’avvocato Claudio Fiori del M5s, che rappresenta 101 proprietari.
E sempre dall’opposizione, anche l’avvocato Fabrizio Rossi, capogruppo di Fratelli d’Italia - Alleanza nazionale, ne ha per Bonifazi. «Se il Comune è stato condannato a risarcire – dice a proposito della sentenza della Corte d’Appello – vuol dire che il Comune ha valutato erroneamente la giusta indennità di espropriazione dei terreni Cavalli. Se poi gli effetti nefasti della sentenza erano già stati, per contratto, scaricati sulle coop e a loro volta sugli ignari cittadini, non si può sostenere che il Comune non ha colpe. Il Comune è l'unico responsabile, secondo il giudice, dell'errata valutazione».
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