Il Tirreno

Grosseto

Muore sub nelle acque del Giglio Un malore durante l’immersione

di Andrea Capitani
Muore sub nelle acque del Giglio Un malore durante l’immersione

L’uomo, 44 anni, era insieme ad alcuni amici uno dei quali ricoverato in stato di choc in ospedale Nemmeno l’intervento di un medico di Micoperi e dell’equipaggio di Pegaso è riuscito a salvarlo

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ISOLA DEL GIGLIO. Ancora una tragedia nelle acque dell’Isola del Giglio. Un romano di 44 anni, Alessandro Fiordiponti, è deceduto nella tarda mattina di ieri, intorno a mezzogiorno, in località Cala Cupa, a circa dieci minuti da Giglio Porto. Un’altra immersione fatale dunque nei pressi dell’isola, questa volta ad una profondità di 30 metri, vicino alle coste del Giglio. Il sub avrebbe accusato il malore soltanto dopo l’emersione, quando ormai si trovava in fase di galleggiamento. Il sommozzatore si trovava da qualche giorno con un amico con il quale condivide la stessa passione.

Assieme a lui e ad un gruppo di altri sub, provenienti dall’Emilia Romagna e dal Lazio, ha deciso di scendere in acqua anche durante la mattina di ieri, come già aveva fatto altre volte nei giorni scorsi, arrivando sul punto di immersione a bordo di un gommone di uno dei centri diving presenti nel porto gigliese. L’uomo aveva affrontato l’escursione assieme ad altre sette persone. Nulla era avvenuto nel corso dell’immersione. Dopo la normale risalita e le operazioni di decompressione, ha iniziato ad accusare i primi problemi cardio-respiratori.

È stato subito soccorso dall’amico - e dal resto della comitiva - ed è stato portato sulla vicina scogliera ancora vivo, dove è stato sottoposto a massaggio cardiaco da parte del personale dello stesso centro diving con il quale aveva effettuato l’immersione. Allertato il 118, poco dopo sono arrivati anche un medico iperbarico della società Micoperi, ancora presente sull’isola dopo le operazioni di recupero della Costa Concordia e dei fondali adiacenti, oltre al personale della Confraternita di Misericordia.

È intervenuto anche l’elisoccorso Pegaso, anche se al suo arrivo non c’era più nulla da fare, con i sanitari che hanno continuato a lungo con il massaggio cardiaco e le altre operazioni di soccorso. La salma del giovane è stata messa a disposizione della magistratura, e nel corso del pomeriggio di ieri è stata trasportata alla camera mortuaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello.

Sarà l’autopsia disposta dal magistrato a stabilire le cause che hanno portato al decesso dell’uomo, anche se al momento l’ipotesi più probabile, nonostante l’ancor giovane età del sommozzatore, è proprio quella di un malore. Altre cause che potrebbero aver influito sono il fatto che l’uomo sia apparso leggermente in sovrappeso e, probabilmente, il fatto di essersi immerso altre volte nei giorni scorsi.

Intanto, per precauzione, l’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Santo Stefano ha sequestrato l’attrezzatura utilizzata, su disposizione del sostituto procuratore Marco Nassi, anche se sono già state escluse cause derivanti dall’utilizzo delle bombole di aria compressa fornite dal centro diving gigliese.

È stato invece ricoverato al Misericordia di Grosseto, in stato di choc, l’amico che aveva accompagnato Fiordiponti nella vacanza all’isola del Giglio, anche se le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Per loro era stata un’immersione come un’altra, tutto sembrava essere andato ancora una volta per il verso giusto, prima del sopraggiungere del malore e del successivo decesso. Si tratta di un’altra giovane vittima che va ad aggiungersi ad un bilancio che, nel 2015, è stato decisamente pesante per le acque dell’Arcipelago Toscano. Lo scorso mese di settembre un altro quarantenne di Roma, Andrea Buggi, aveva avuto la stessa sorte nelle acque di Giannutri, accusando però il malore fatale sotto la superficie del mare, dopo un’immersione di 40 metri.

Un mese prima, ad agosto, non aveva avuto miglior fortuna il cinquantaduenne di Civitavecchia Giuseppe Garofolo, anch’egli dopo un malore avvenuto sott’acqua.

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