Il dolore
Il centro città punta su cibo e happy hour
Tre aperture in un mese, meno negozi classici e più locali
GROSSETO. Il centro città è in cerca di rilancio. E chi oggi apre temerariamente un’attività – tra piazza della Vasca e Porta Vecchia – sceglie di parlare alla pancia della gente: al palato, al gusto. È (quasi) una nuova formula: meno negozi di taglio classico, più luoghi dove si mangia e si beve. Cibo, apericena, musica, drink. Funziona? È presto per dirlo, ma in cantina ci sono botti con il vino buono.
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Qui piazza della Palma. Se dai le spalle al Museo di Storia Naturale vedrai davanti a te un fondo dove fervono i lavori. È lì che domani, giovedì 10 dicembre, apre Heisenberg Room (si parte alle 19). L’iniziativa è di Francesco Riccetti, grossetano di 29 anni, già patron del Dip di via Sonnino (da cui si trasferisce). All’Heisenberg Room si beve: dal martedì alla domenica, dalle 17 a tarda notte. «Ma si beve bene – è la filosofia del giovane titolare – Con buoni prodotti e buona tecnica». Per esempio, dietro al bancone ci sarà una grande selezione di gin e acque toniche, potrai scegliere la “tua” variante di cocktail Martini e persino farti “affumicare” il drink che ti verrà servito sotto una specie di campana di vetro: una volta sollevata, rimarrai inebriato. Altra novità: la birra in alluminio. Francesco Riccetti ha scelto di aprire il suo nuovo locale in piazza della Palma per «chi (già) c’è» dice. C’è gente che lavora bene e che ha voglia di fare in piazza della Palma: «C’è l’osteria Farniente dello chef Matteo Santoni – dice – e poi c’è Soho e Ex (ex Rosso e vino)». Lui si insedia con l’intento di contribuire alla tutela di quel patrimonio che è la piazza e la vicinanza reciproca, per cui uno fa bene all’altro e viceversa: «Mi sono già accordato con i ristoratori vicini – dice – e il sabato sera recluteremo del personale da un’agenzia di security» per scoraggiare chi volesse molestare il decoro della piazza e soprattutto la quiete dei residenti. C’è anche un’altra ragione, più intima e personale, per cui l’ex patron del Dip ha scelto piazza della Palma. Ce la racconta suo padre Maurizio che gli sta dando una mano nell’allestimento. Apre la porta vetri: «Vede là?» indica un edificio con un cancello che ti trovi sulla destra se dai sempre le spalle al Museo. «Lì ci nacque mio padre Libero, classe 1915. E proprio qui sopra ci abitava sua sorella, zia Libera». Libero e Libera, figli di quel socialismo anarchico che nella Toscana del Sud (loro venivano dall’Aretino) come in quella del Nord (Carrara, patria dell’anarchia) ha fatto tendere ai grandi ideali libertari. Libero e Libera, appunto. Insomma, il loro non è un arrivo in piazza della Palma, ma una sorta di ritorno.
Qui via Ricasoli. E sulla soglia di piazza del Sale ha aperto i battenti, appena due sabati fa, un altro locale: parliamo di Sale 26, “a marchio” Cini, Maurizio Cini, il re maremmano del mangia e bevi. Inaugurazione scoppiettante: «Lavora, eccome se lavora» dicono i vicini di strada. Lui è soddisfatto: «Siamo molto contenti» dice. Linea innovativa di caffé, piatti tipici da Street Food, panini personalizzati, centrifugati, birre artigianali funzionano. E poi apertura no-stop – colazioni, pranzi veloci, apericena, cena e movida – e serate surprise: ad esempio, la sciabolata del Prosecco in agenda per venerdì 18 dicembre.
Zona Vasca. Tra ristoranti, pub e caffé nella vulcanica attività di Cini mancava un bistrot. Eccolo. Apre sabato 19 dicembre l’Officina del Grano, all’angolo tra Via Roma e via Damiano Chiesa. Pizza per gourmet e buon caffé si degusteranno al piano terra dell’edificio storico (risale al Ventennio) del Consorzio agrario, dove un tempo si esponevano e si vendevano trattori agricoli. Il 19 dicembre si taglia il nastro bevendo birra: “Maremma che birra”, marchio che Cini si è fatto creare ad hoc per il nuovo bistrot e per tutti i suoi locali da un birrificio artigianale di Talamone. E a giugno? Per compleanni, lauree, feste si sale in terrazza (lo sapevate che in quell’edificio c’è un belvedere?). Terrazza Grosseto. Beneaugurante per una città in cerca di riscatto. Mi fa piacere che aprano altri locali – dice l’instancabile Cini che ha altri conigli da far uscire dal cappello entro la primavera 2016 – Un locale aiuta l’altro».
L’aria che tira. C’è insomma una consapevolezza (che forse prima non c’era) tra chi cerca di fare business con il piatto e con il bicchiere: non è vero che l’erba del vicino è sempre più verde, ma piuttosto che se i miei vicini ed io coltiviamo lo stesso campo con dedizione e buon concime crescerà un’erba più verde: per tutti.
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