Il dolore
«Due anni di incertezza ma alla fine ne usciremo»
GROSSETO. Eppure il presidente Emilio Bonifazi resta «cautamente ottimista. Saranno due anni di incertezza – dice – ma alla fine ne usciremo e io credo con il minimo degli effetti collaterali a suo...
GROSSETO. Eppure il presidente Emilio Bonifazi resta «cautamente ottimista. Saranno due anni di incertezza – dice – ma alla fine ne usciremo e io credo con il minimo degli effetti collaterali a suo tempo preventivati».
Grosseto è stata indicata in questa fase di smantellamento come esempio di Provincia virtuosa...
«In effetti siamo stati molto attenti. Ho trovato personale disposto a sacrifici, persone competenti, capaci, disponibili. Vado orgoglioso del fatto che non c’è stato nessun ricorso contro la Provincia. Nessuno si è sentito abbandonato, trattato male. Chiunque è transitato in Regione, al Comune di Grosseto o all’Unione delle Colline Metallifere lo ha fatto consapevole che non c’erano alternative, nella massima trasparenza. Non ci sono stati dipendenti di serie A e di serie B».
Lei è anche sindaco di Grosseto: quali ripercussioni ci saranno per Comuni e Regioni?
«Anche Regioni e Comuni sono stati coinvolti in questa rivoluzione. Infatti, la Regione in sostanza è stata chiamata ad acquisire in grande parte le funzioni non fondamentali delle Province e simmetricamente finanziarle. I Comuni, per parte loro, dovranno sopportare quota parte di questi costi, visto che le Regioni hanno assegnato loro alcune funzioni. Regioni e comuni hanno poi condiviso l’onere di vedersi quasi totalmente bloccata la possibilità di assumere, in conseguenza del blocco dei reclutamenti dovuto alla necessità di ricollocare i dipendenti provinciali posti in sovrannumero dal taglio lineare del costo delle dotazioni organiche delle province, sempre imposto dalla micidiale legge 190/2104».
Riepilogando: quanto personale perde la Provincia di Grosseto?
«Quando sono arrivato io in organico c’erano più o meno cinquecento dipendenti: tutti i forestali (operai e amministrazione) sono passati all’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere, 143 persone le abbiamo perse con il trasferimento alla Regione Toscana delle funzioni Agricoltura, Difesa del suolo, centro per l’impiego e altre attività. Il settore turismo è passato al Comune capoluogo e presto lo stesso percorso lo faranno altri tra i superstiti inseriti nella piattaforma. E poi i pensionamenti».
Lei quando lascerà la carica di presidente?
«Il giorno successivo alle elezioni amministrative a Grosseto indirò le elezioni per il rinnovo del governo della Provincia. La decadenza non sarà immediata come per le cariche di presidente dell’Autorità Idrica e dell’Ato Rifiuti, ma ho già spiegato che non intendo fruire di proroghe. A settembre, massimo ottobre, si voterà. D’altra parte non decado solo io ma anche i consiglieri Piandelaghi, Migliaccio e Farnetani». (g.b.)
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