Sicurezza
«Al volante non c’ero io» Processo dopo l’incidente
GROSSETO. Quando la polizia stradale aveva raggiunto al pronto soccorso il conducente ferito nell’incidente, il proprietario dell’auto aveva dichiarato: «Non guidavo io, guidava lui», riferendosi al...
GROSSETO. Quando la polizia stradale aveva raggiunto al pronto soccorso il conducente ferito nell’incidente, il proprietario dell’auto aveva dichiarato: «Non guidavo io, guidava lui», riferendosi al passeggero trasportato, un grossetano quasi settantenne. Se questa dichiarazione sia vera o no lo deciderà il giudice Marco Mezzaluna, davanti al quale ieri sono comparsi i due testimoni del processo per guida in stato di ebbrezza che vede imputato un grossetano poco più che cinquantenne. L’agente che effettuò i rilievi e l’uomo che era sulla stessa auto. Il quale in aula ha dichiarato: «C’erano due caprioli sulla destra della carreggiata, istintivamente io mi ero buttato verso il conducente per farlo sterzare, toccandolo. Ho sbagliato, ma andò così. E non ero io alla guida».
Il riscontro sulla presenza di alcol nel sangue non lascia dubbi: 1,09, oltre il doppio del limite. Ma la difesa (Elena Pellegrini) intende contestare le modalità di prelievo. Se ne parlerà comunque alla prossima udienza, ad aprile, quando sarà sentito anche un altro testimone. I fatti risalgono a poco dopo le 24 della notte tra il 14 e il 15 maggio dell’anno scorso. La strada è la 223, la località Bivio di Montorsaio. Vigili del fuoco e polizia arrivarono sul posto e trovarono solo l’auto: aveva sbandato contro il guard-rail a sinistra e poi contro il muro a destra. In ospedale c’era l’imputato, che è anche proprietario dell’auto incidentata: le sue condizioni cliniche, lesioni alla testa, erano compatibili con lo sfondamento del parabrezza dal lato conducente, e per questo motivo è stato imputato. Ma lei conosceva il conducente? ha chiesto il pm Salvatore Ferraro al testimone: «Sì, eravamo allo stesso ristorante a bivio di Campagnatico e avevo chiesto un passaggio per tornare a Grosseto. Certo che era in sé, altrimenti non sarei salito in auto». E adesso è in che rapporti è con lui? «Da quando lui ha detto che ero io alla guida, non ci parliamo più. Comunque alla guida c’era lui».
(p.s.)
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