La manifestazione
SE CLOONEY PRENDE DA ME IL CAFFÈ
A causa di un disguido tecnico, nell’edizione di ieri è comparso un intervento già pubblicato. Ci scusiamo con i lettori e con l’autore, pubblicando di seguito l’intervento corretto. di STEFANO...
A causa di un disguido tecnico, nell’edizione di ieri è comparso un intervento già pubblicato. Ci scusiamo con i lettori e con l’autore, pubblicando di seguito l’intervento corretto.
di STEFANO ADAMI
Ieri mattina mi hanno suonato alla porta. Non avevo molta voglia di aprire, sentire chi tafanava, qualcuno vorrà vendere qualcosa, vuole una firma: ma alla fine l'ho fatto. Era George Clooney. Sarà venuto a prendere il caffè?
Mi ha fatto uno dei suoi sorrisetti morbidi. Macché caffè, ne avrà da nuotarci dentro. Stringeva un giornale arrotolato a mo' di mazza da baseball fra le mani. Il Tirreno, manco a dirlo. «Ciao - mi ha miagolato. Mi sono trasferito qui da poco... Siamo vicini, lo sapevi?». Ah, meno male. «Volevo fare buon vicinato, come si usa da noi. Come si vive da queste parti?».
L'ho fatto entrare, alla fine. Meno male che aveva le scarpe, e non le pianelle di plastica. Come si vive da queste parti? Non male, come dappertutto. Ma potrebbe andare meglio, come dappertutto. «Che cosa significa questo?», mi chiede George seduto al mio tavolo, indicando una pagina del suo quotidiano. Mi legge: la Corte dei Conti ha condannato alcuni sindaci. «Non ci capisco molto, di tante cose italiane» - mi spiega - La tivù poi mi confonde, invece di chiarirmi». Urca. Sei esigente, George.
Che devo dirti, caro George. A quanto pare, alcuni impiegati comunali, nel corso di alcune amministrazioni locali determinate, sono stati promossi a posizioni che non potevano ricoprire per mancanza delle qualifiche di legge (laurea). E la Corte dei Conti, organismo che controlla la spesa pubblica, ha sanzionato la cosa. «Ah sì? - fa lui - Ma qui da voi non c'è lo spoil systyem?». Ma allora siamo ancora a caro babbo, George. La casa sul Garda non t'è servita a nulla? L'hai visitata almeno la villa di d'Annunzio? E la Elisabetta Canalis? Non te lo diceva, come vanno le cose da noi? Beh, no, forse la Canalis non è la voce migliore di critica sociale e politica.
Vedi, gli racconto, la vita qui diventa sempre più un problema contabile. L'uomo è sempre di più il mezzo dei soldi. L'attività politica sempre più svincolata dalle dovute responsabilità sociali. Nonostante si dica il contrario. «Eh... Figurati da noi negli States!». Continua a sfogliare rapidamente. Ho visto una mosca sulla finestra alle sue spalle... come la centrerei volentieri con una pallina di carta... ma finché c'è lui non posso, si offenderebbe. «Ma dovete cambiare, dovete trovare nuovi modi di fare vita politica, nuove forme di partecipazione, di rappresentanza. Un nuovo dialogo, un nuovo scambio fra attori politici e cittadini». Gesticola. Infatti, gli sorrido. Per questo abbiamo le primarie. Resta abbacchiato. «Ah... avete le primarie anche voi?». Si rianima subito. «E dimmi, cosa sta succedendo a Livorno? Con il garbagio, la spazzatura?». Calma, calma. George, mica sarai grillino? Aspetta. Ti va un caffè?
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