Sicurezza
«Un paese in agonia con casse in rosso e strade disastrate»
SCANSANO. «Una parabola discendente». La definisce così il consigliere di minoranza Francesco Tenucci, principale oppositore di Sabrina Cavezzini, la notizia che il sindaco di Scansano non si...
SCANSANO. «Una parabola discendente». La definisce così il consigliere di minoranza Francesco Tenucci, principale oppositore di Sabrina Cavezzini, la notizia che il sindaco di Scansano non si presenterà per un secondo mandato. Secondo Tenucci alla Cavezzini, «evidentemente non apprezzata dal suo partito, è stata lasciata la scappatoia del colpo di pistola politico. Meglio un suicidio che una defenestrazione».
Tenucci definisce Scansano un comune allo stremo, «con le casse in rosso, un regolamento urbanistico approvato all’ultimo tuffo, l’edilizia locale in grande difficoltà. E ancora le strade comunali ridotte a un percorso di guerra, esercizi che chiudono (quasi seicentocinquanta i beni in vendita in tutto il comune), una nuova scuola mai realizzata; quella vecchia, palazzo storico tra i più belli della Maremma, rovinata e tramutata in un contenitore vuoto. Insomma una lenta, costante agonia».
Tenucci guarda al futuro con speranza. «Ora sta agli scansanesi rendersi conto di tutto questo e decidere per la discontinuità, per il cambiamento vero. Ho fiducia che gli elettori comprendano che le prossime elezioni comunali saranno l’ultima possibilità concreta che abbiamo di salvarci, perché ormai, dopo la chiusura dell’unico distributore, è finita perfino la benzina per i gommoni di salvataggio».
(g.bal.)
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