Il Tirreno

Grosseto

Natività nella grotta sommersa

di Ivana Agostini
Natività nella grotta sommersa

Il vescovo benedice le statuine. E il primo presepe subacqueo è deposto nell’antro dell’Argentarola

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MONTE ARGENTARIO. Ieri, intorno alle 11,30, è scattata l’ora X. Entusiasti, divertiti e visibilmente emozionati, sotto un cielo plumbeo i subacquei hanno deposto il loro presepe rappresentato da una statua della natività sott’acqua entro una grotta dell’Argentarola, un isolotto del promontorio.

L’idea originaria risale all’anno scorso quando fu proposta da Juri Catoni e subito sposata da Franco Monaci, Helga Angelini, Pier Francesco Cardalesi e Alessandro Addin, un gruppo di amici dell’associazione Tartasub. Da lì «ci è venuta la voglia di fare le cose in grande», dissero loro stessi dopo l’incredibile eco che riscosse l’iniziativa di deporre alcune statuine del presepe all’Argentarola. E come promesso le cose in grande - quest’anno - il gruppo di amici le ha fatte per davvero.

I cinque amici hanno dato vita a un progetto corale che ha coinvolto anche il liceo artistico di Grosseto. «Questo nostro progetto sta andando avanti da un anno – racconta appunto l’istruttore Franco Monaci – e grazie a Juri e al liceo di Grosseto abbiamo fatto prima dei bozzetti, poi scelto il materiale, poi deciso cosa avremmo realizzato».

La natività stavolta è stata legata in maniera indissolubile a Porto Santo Stefano perché sulla barca stilizzata sulla quale si appoggia la natività e sulle altre che seguono sono stati apposti gli stemmi dei rioni marinari che corrono il palio di ferragosto. L’idea è stata di una studentessa del liceo, Marzia Picazzi, che ha abitato per molto tempo a Porto Santo Stefano e che ha voluto creare un legame ancora più solido fra il paese e questa iniziativa che è stata patrocinata, con molto entusiasmo come ammette il sindaco Arturo Cerulli, dal Comune di Monte Argentario. Sull’imbarcazione sulla quale è appoggiata la natività è stato posto lo stemma del rione vincitore del palio. Anche sulle altre imbarcazioni sono stati inseriti gli stemmi; la grandezza delle imbarcazioni varia a seconda dell’ordine di arrivo. Sulla statua, ogni anno, se il vincitore del palio dovesse cambiare rispetto all’anno precedente, lo stemma verrà “aggiornato” come verranno cambiati gli altri. Entusiasta, così come lo sono i suoi studenti, anche il professore di scultura Stefano Corti, che parla di un lavoro corale di tutti gli studenti sottolineando come questo non sia tanto usuale dato che - dice - «gli artisti sono soliti lavorare singolarmente». In questo caso, invece, molte sono state le figure che si sono raccolte intorno a questa idea, fra cui don Desiderio Gianfelici, il prete sub molto legato all’Argentario e amante delle immersioni.

Così in un clima di grande festa e serenità, poco prima delle 10 di ieri mattina il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, alla presenza dei sommozzatori dei vigili del fuoco, alla guardia di finanza, ai carabinieri, alla Guardia Costiera, ha benedetto la statua che è stata poi caricata su un’imbarcazione che l'ha portata in mare. Alle 11,30 la natività è stata deposta nella grotta dell’Argentarola dove potrà essere ammirata da tutti i sub che si immergono in quelle acque davanti al promontorio dell’Argentario. Il sogno dei Tartasub però continua e l’anno prossimo arriveranno il bue e l'asinello.

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