Il Tirreno

Grosseto

I costruttori tifano per la variante Tei

di Francesca Ferri
I costruttori tifano per la variante Tei

Documento congiunto di Ance e di alcuni ordini professionali al Comune a sostegno delle modifiche al piano strutturale

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GROSSETO. Mentre la giunta si prepara al secondo round in consiglio comunale per riuscire a ottenerne l’approvazione, saltata nell’ultima seduta, la “variante Tei” al piano strutturale del Comune di Grosseto agita – per opposte ragioni – il sonno di diverse categorie di professionisti grossetani.

I primi a uscire allo scoperto sono i costruttori riuniti nell’Ance che attendono con trepidazione l’approvazione della variante, pronti a coglierne le innegabili opportunità che questa fornisce al settore edilizio.

La variante, presentata dall’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tei (Pd), prevede infatti una serie di modifiche alle regole urbanistiche, tra le quali la possibilità per i capannoni artigianali di diventare negozi (che permetterebbe di sanare il paradosso del centro commerciale Aurelia Antica), la possibilità di realizzare alloggi per la guardiania nella zona artigianale di Marina di Grosseto, la correzione delle modalità di calcolo della Sul.

I punti più attesi dai costruttori sono, però, la diminuzione di oneri a carico delle aziende e la generale semplificazione burocratica che la variante introdurrebbe. Tra le altre cose, il dimezzamento della percentuale di edilizia residenziale sociale che l’attuale piano strutturale prevede. Oggi infatti per ogni nuova costruzione residenziale (ad esempio un condominio) l’impresario deve destinare il 45% all’edilizia sociale. La variante Tei ne prevede solo il 25%.

Questa sarebbe una grossa boccata d’ossigeno per i costruttori ed è proprio da qui che parte l’appello dell’Ance, che spinge perché il consiglio approvi la variante.

«Abbiamo predisposto e coordinato un documento che è stato condiviso anche da alcuni ordini e collegi professionali: gli architetti, gli ingegneri, i periti industriali, i dottori agronomi e forestali», spiega il direttore dell’Ance Mauro Carri. «Sono argomenti dove abbiamo trovato punti di equilibrio e li abbiamo presentati all’amministrazione comunale tramite il competente assessorato circa venti giorni fa. Siamo in attesa dei risultati con l’auspicio che le nostre osservazioni, di carattere generale, possano essere accolte dalla commissione, dall’amministrazione e dal consiglio comunale».

Un documento trasversale, dunque, a cui – spiega Carri – hanno partecipato anche «noti imprenditori».

Per l’Ance la modifica alla variante potrebbe fare la differenza «nel momento in cui – dice Carri – una potenziale ripresa del settore avvenisse nei prossimi mesi. Con la variante approvata avremmo a disposizione uno strumento che semplifica alcune procedure burocratiche, riequilibra la percentuale di abitazioni per l’edilizia sociale, per la quale oggi c’è un certo appesantimento, porta a una perequazione negli oneri e a una loro tendenziale riduzione».

Nello scorso consiglio nonostante la maggioranza abbia votato compatta per il sì, la minoranza si è astenuta dal voto e non si è raggiunto il numero legale. La variante non è passata e Tei, furioso, ha lanciato un duro attacco contro i consiglieri di centrodestra, un’area politica storicamente vicina agli imprenditori. «La variante contiene un complesso di molte indicazioni. Può darsi che alcuni argomenti non abbiano trovato il sostegno di alcuni consiglieri», commenta Carri che nega categoricamente di essere tra quei rappresentanti delle associazioni dei costruttori che – come ha tuonato Tei alla fine della seduta consiliare – avrebbero telefonato a ciascun consigliere di minoranza per caldeggiare il voto favorevole. L’unico intervento di Ance, dice Carri, è stato l’invio delle proposte coordinate con gli ordini professionali.

«Per altri argomenti, sui quali non c’era un accordo comune, verranno presentate in modo autonomo nuove osservazioni dai singoli ordini – conclude il direttore – Auspichiamo che la variante venga ridiscussa in una delle prossime commissioni e successivamente approvata in consiglio comunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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