Gioco
La felicità di Gino Paoli? «L’olio, un gatto, il mare»
FOLLONICA. «Faccio olio perché mio padre faceva l’olio, come mio nonno e come anche il mio bisnonno», racconta Gino Paoli, intervenuto ieri al Santa Paolina Day. Il podere dove coltiva i suoi olivi...
FOLLONICA. «Faccio olio perché mio padre faceva l’olio, come mio nonno e come anche il mio bisnonno», racconta Gino Paoli, intervenuto ieri al Santa Paolina Day.
Il podere dove coltiva i suoi olivi insieme al figlio è a San Vincenzo (Livorno), frutto della dote che sua nonna portò al marito.
«Quella che ho per le olive è una passione che mi segue da anni – racconta l’artista genovese – con il lavoro di cantante ho girato l’Italia e ogni volta che ho potuto sono andato a visitare gli oliveti locali, ho studiato le potature e parlato con i contadini. Il bello è che non si finisce mai di imparare. Certo non è un’attività che fai per i guadagni, anzi, il guadagno è un incidente, fare l’olio di qualità costa tantissimo e per farlo al meglio ho acquistato anche un piccolo frantoio».
Il cantautore ottantunenne dice di pensare ancora a suo nonno per il modo in cui si approcciava al lavoro.
«Ogni volta che ho un dubbio – racconta – penso a lui e cerco di tramandare i suoi insegnamenti a mio figlio».
E se lo scorso anno l’olio in Toscana non è stato prodotto, se non da pochissime aziende, Gino Paoli ironizza: «Nonostante la scarsissima resa del 2014 sugli scaffali dei supermercati abbiamo comunque trovato grandi quantità di olio toscano».
Il riferimento al recente scandalo sollevato dai blitz delle forze dell’ordine è chiaro, e Paolo lo esplicita: «Questo può significare solo due cose, o che siamo stati avvelenati o che siamo stati truffati. Se si continua a commercializzare prodotti di questo genere hanno ragione quelli che si accontentano dell’olio a tre euro».
Ma per Gino Paoli l’olio non è solo una questione di gusto e qualità ma piuttosto uno stile di vita, e se, come dice, «la vita, in fondo, si fa di cose semplici» è con una frase, che potrebbe venire dal testo di una delle sue canzoni, che conclude il suo intervento: «Per essere felice a me bastano l’olio, un gatto e il mare».
Giulia Sili
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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