Sicurezza
In Maremma una scuola per tecnici agroalimentari
La Fondazione Its Eat taglia il nastro del primo corso per la tecnologia nel settore Iscrizioni aperte, 24 posti
GROSSETO. In una parola: «promettente». Nei prossimi anni si assumerà nel settore agroalimentare maremmano: lo dicono gli imprenditori, lo ripetono gli esperti. E proprio adesso spunta una chance per i giovani che volessero entrare – a gamba tesa – in questo sottobosco produttivo da cui escono vino e olio, formaggio e latte, pesce e marmellate, e che rappresenta ormai il 40 per cento dell’export del nostro territorio (fonte Confindustria Grosseto).
La neonata Fondazione Its Eat apre le iscrizioni al suo primo corso per la formazione di tecnici specializzati per il comparto agroalimentare e agroindustriale. È da qui che usciranno figure con la dote di competenze che il settore da tempo aspetta: per cambiare pelle, innovare processi e prodotti; per fare quel salto di qualità che ci si aspetta da un sistema di imprese di un settore giudicato da anni appunto allettante. «Se stentiamo a decollare – nota Marco Berni di Latte Maremma – è perché mancano le competenze». Vediamo dunque di che si tratta.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.12567370:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12567370:1652080922/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La regia. A maggio 2015 è nata la Fondazione Its Eat, una sorta di Università della tecnica, istituita dal Miur. “Its” sta per istituti tecnici superiori, da non confondere con le “superiori” perché gli Its sono scuole speciali di tecnologia a cui ci si può iscrivere dopo il diploma per un percorso parallelo a quello accademico. Non solo. La Regione aveva già riconosciuto all’agroalimentare toscano – al cui prodotto interno lordo la Maremma contribuisce per una quota del 30% – lo status di settore strategico, del quale cioè si dovesse aumentare la competitività. Insomma, con risorse comunitarie traghettate dalla Regione e un variegato bouquet di soci e aderenti (imprese e scuole, associazioni anche del mondo agricolo, istituzioni, atenei e agenzie formative) è nata la Fondazione Its Eat, che non è una risorsa strettamente maremmana, perché è pensata al servizio di tutti i campanili toscani.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.10993025:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/03/06/news/polo-agroalimentare-si-mette-in-moto-il-piano-da-2-6-milioni-1.10993025]]
Grosseto capofila. In questo quadro la Maremma ha giocato però un ruolo da protagonista e l’ha fatto a più livelli. Innanzitutto è “sua” la presidenza: al vertice della Fondazione Its Eat c’è Fabrizio Tistarelli, numero uno del Consorzio produttori Latte Maremma. È grossetana, inoltre, la scuola che ha messo in rete tutti gli altri istituti scolastici toscani (di Firenze, Pisa, Lucca...) che aderiscono alla Fondazione: parliamo dell’Isis Leopoldo II di Lorena. E nella compagine “societaria” della Fondazione Its Eat ci sono già molte aziende maremmane, segno di quanto il nostro territorio abbia compreso il legame stretto che deve ormai sussistere tra luoghi della formazione e luoghi dell’impresa: c’è per esempio, il Caseificio Sociale Manciano, il Consorzio produttori Latte Maremma, la Cantina cooperativa Vignaioli del Morellino, la Pesca Lagunare di Orbetello, Conserve Italia di Albinia, La Scapigliata di Fonteblanda... Due saranno le figure professionali che usciranno da questa Università tecnica: una verrà formata a Firenze ma l’altra a Grosseto. Parliamo di questa seconda.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.12567371:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12567371:1652080922/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il corso. Nelle prossime settimane dunque inizierà il corso professionale, prima edizione con cui l’Its Eat inaugura l’attività formativa. Sabato 5 dicembre, all’Isis Leopoldo II di Lorena è stato presentato. C’erano: Alfonso De Pietro, dirigente scolastico dell’Isis Leopoldo II di Lorena, Marco Berni (Latte Maremma), Daniela Piandelaghi, Paola Parmeggiani, Mauro Catani, referenti e che hanno lavorato a vario titolo al progetto. Il corso durerà due anni e prepara tecnici superiori (questa è la qualifica) con competenze altamente specialistiche nella produzione e nella trasformazione agroalimentare e agroindustriale. I posti a disposizione sono 24. Possono iscriversi giovani diplomati che non abbiano compiuto 30 anni. È previsto un contributo iniziale di 500 euro e un test di selezione. Il corso sarà di 2.000 ore: 1.200 in aula (sede, Grosseto Sviluppo, via Giordania 227) e 800 di stages in aziende: maremmane, ad esempio quelle che figurano tra i soci della Fondazione, ma anche extra Toscana; è prevista anche un’esperienza in una realtà d’impresa estera. Le iscrizioni sono aperte formalmente fino al 10 dicembre, ma chi è interessato può iscriversi anche oltre la scadenza che, molto probabilmente, sarà prorogata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
