Il Tirreno

Grosseto

Sturm Oil, sono liberi Beatrice Giannetti e Andrea Chiappelli

di Pierluigi Sposato

Il Tribunale ha accolto la richiesta presentata dalla Procura Nessuna novità per Aristide Giannetti, ancora in cella

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GROSSETO. Sono usciti dal carcere mercoledì sera, non appena il Tribunale di Roma ha notificato il provvedimento. Beatrice Giannetti e Andrea Chiappelli tornano a casa dopo oltre sette mesi trascorsi in carcere. Non c’è ancora alcun provvedimento per Aristide Giannetti ma la difesa è in procinto di chiedere la liberazione anche per lui.

I tre imprenditori finiti sotto accusa nell’ambito dell’operazione “Sturm Oil”, una presunta evasione fiscale per le accise non pagate sul gasolio, un conto da 15 milioni di euro contestato dalla guardia di finanza di Roma. Oltre 4.000 tonnellate che sarebbero state commercializzate illecitamente a partire dal 2013. Giannetti, ex presidente dell’Unione Industriali di Grosseto, è indagato in qualità di titolare delle società con sede all’estero che effettuavano i trasporti ritenuti illeciti, dalla Germania verso depositi di stoccaggio in Italia mentre sarebbe stato fittiziamente indicato come destinato a Malta e Grecia.

Un’organizzazione criminale, secondo la Procura di Roma, di cui Aristide sarebbe stato la mente e di cui avrebbero fatto parte la sorella Beatrice e il ragioniere grossetano Andrea Chiappelli, amministratore unico della Giannetti Logistic System di Lodi, ritenuta dalla difesa comunque estranea all’inchiesta. Ma anche altre persone erano rimaste coinvolte: altre tre erano finite in carcere, due ai domiciliari, altri 18 erano stati indagati a piede libero. In tutto, ventisei persone coinvolte.

I tre grossetani erano finiti in carcere il 23 marzo (Beatrice a Rebibbia); il loro nomi e i loro ruoli sono specificati in un’ordinanza di ben 163 pagine. Anche se non avevano risposto all’interrogatorio di garanzia del 25 successivo, svoltosi nel carcere di Grosseto (e per Beatrice a Roma) avevano da subito contestato ogni tipo di irregolarità, assistiti dagli avvocati Alessandro Maria Lecci e Oliviero De Carolis Villars. Il gip di Roma, nell’aprile scorso, aveva detto no alla scarcerazione. Ma la Corte di Cassazione nel luglio scorso aveva accolto il ricorso dei difensori e aveva dichiarato nulla l’ordinanza di custodia in carcere, limitatamente all’assenza del pericolo di fuga, disponendo l’invio al Tribunale del riesame per quanto riguarda il pericolo di reiterazione del reato. I legali avevano presentato ricorso. Ma nel frattempo è arrivata la decisione del Tribunale ordinario di Roma: la Procura stessa ha chiesto ai giudici la revoca della carcerazione, evidentemente accogliendo le tesi difensive, e ha disposto il ritorno in libertà di Chiappelli e di Beatrice Giannetti, pur se non completamente: per loro è rimasta in vigore una misura seppur blanda, l’obbligo di dimora (a Grosseto per lei, a Batignano per lui).

Da Roma ancora nessuna novità per Aristide Giannetti. Ma è prevedibile che un provvedimento simile possa giungere nei prossimi giorni anche per l’imprenditore. O almeno questa è la speranza dei due difensori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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