Il Tirreno

Grosseto

Il Torrione torna a splendere

di Ivana Agostini
Il Torrione torna a splendere

Risanata la ferita dell’alluvione 2012. Inaugurazione ufficiale nel 2016, si spera col ministro

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MAGLIANO IN TOSCANA. Liberato dai ponteggi il Torrione di Magliano in Toscana. I lavori di restauro volgono infatti al termine e la fortificazione torna a ergersi sgombra dai sostegni che l’hanno sorretta negli ultimi tre anni. Il Torrione si accartocciò su se stesso durante l’alluvione del novembre 2012 dopo essere stato ricostruito da un restauro conservativo che avrebbe dovuto rinforzarlo ma che nulla potè contro la bomba d’acqua che investì la Maremma. Ora le mura di Magliano stanno a grandi passi ricominciando ad assumere un nuovo aspetto anche se rimangono ancora da ricostruire i 25 metri di mura crollati nel dicembre 2014.

Che a dicembre di quest’anno il Torrione sarebbe stato quasi completato il sindaco di Magliano, Diego Cinelli, lo aveva annunciato già qualche settimana fa dichiarando di voler invitare alla cerimonia di inaugurazione anche il ministro della Cultura, Dario Franceschini. «Stiamo cercando di capire quando il ministro potrà essere disponibile – dice Cinelli – e per questo mese ormai non sarà possibile».

L’inaugurazione quindi slitta al 2016 e nel frattempo i lavori andranno avanti per realizzare anche le opere di rifinitura che faranno, una volta ultimati, dichiarare chiuso il cantiere. «La ditta sta portando a termine i lavori di ripristino della zona come era prima di insediarsi, stanno rimuovendo il banco di ghiaia servita per fare il piano per i lavori. Da ultimare – spiega ancora il sindaco – le ultime stuccature di una parte del Torrione. Verrà poi ripulita l’intera area e ripristinata l’illuminazione della cinta muraria fino al Torrione stesso. Da sistemare anche l’anello esterno di camminamento». Al termine di questi lavori complementari la vicenda del Torrione potrà dirsi definitivamente conclusa.

Rimettere a posto quella parte di fortificazione è costato 980.000 euro. «Siamo tutti molto felici di vederlo al suo splendore naturale – dice soddisfatto Cinelli – e tutto questo è avvenuto nell’arco di circa un anno da quando sono partiti effettivamente i lavori di restauro. Un plauso quindi – continua il sindaco – deve essere fatto alla ditta che ha lavorato in maniera ineccepibile e anche ai tecnici degli uffici e al direttore dei lavori, Susanna Carfagni».

Ora non resta che sapere quando il ministro sarà disponibile così da poter fissare la data che vedrà restituito ai maglianesi un pezzo del loro paese. I lavori seppur finiti in maniera rapida erano stati ipotizzati ancor più veloci, perché dovevano essere conclusi per settembre. A fine agosto però la ditta appaltatrice, l’impresa D’Errico costruzioni affidataria dell’esecuzione per conto dell’Impresa Grandi Attività Progettuali consorzio stabile Scarl di Roma, ha chiesto al Comune altri tre mesi di tempo. I lavori hanno infatti subito un rallentamento a causa di diversi fattori: il maltempo, soprattutto all’inizio dell’intervento; l’ulteriore crollo che ha costretto a modificare l’intervento; l’impossibilità per gli operai di accedere alle aree private per realizzare i drenaggi per non arrecare disturbo ai proprietari durante il periodo estivo.

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