Finanza
Follonica e Scarlino vanno al Tar
Parte il ricorso contro la nuova autorizzazione all’impianto del Casone
SCARLINO. Sono serviti due mesi di tempo per studiare tutto il faldone delle autorizzazioni, fare le opportune valutazioni legali e prendere una decisione, che alla fine è arrivata. I Comuni di Follonica e Scarlino continuano la loro battaglia univoca contro la riapertura dell’inceneritore del Casone ed entrambi sono pronti a ricorrere al Tar, dando il via al quarto capitolo della saga.
I dettagli dei ricorsi saranno presentati questa mattina durante due distinte conferenze stampa, ma intanto c’è di certo che la battaglia dei due municipi contro l’impianto continua. Tutto d capo, di nuovo.
L’inceneritore non ha fatto in tempo a partire a pieno regime, ancora alle prese con la manutenzione dei macchinari e con la trattativa con creditori e fornitori, che subito le nuove autorizzazioni, rilasciate a inizio settembre dalla giunta regionale guidata da Enrico Rossi tornano sui banchi del tribunale amministrativo. Esattamente come le altre volte, dal 2009 ad oggi, e in tutti i precedenti hanno avuto la meglio le ragioni dei comitati e del Comune di Follonica: tre processi amministrativi e tre chiusure dell’impianto di Scarlino Energia.
A onor del vero, che Follonica presentasse un ricorso al Tar per impugnare le nuove autorizzazioni Via e Aia era quasi certo, visto che gli amministratori già ne avevano iniziato a discutere durante i lavori dell’inchiesta pubblica in caso di un parere favorevole della stessa, come poi è arrivato. Se vogliamo trovare la novità all’inizio di questo quarto capitolo, possiamo trovarla nel ricorso del Comune di Scarlino: il primo in tutta la saga presentato dal municipio della Rocca Pisana.
L’amministrazione del sindaco Marcello Stella ha quindi preso una direzione ben diversa da quella del suo predecessore, Maurizio Bizzarri, che invece si è sempre rimesso ai pareri tecnici delle autorità di controllo. Gli stessi che hanno convalidato Via e Aia a settembre, ma che non hanno convinto né Stella né i suoi assessori, che nell’ultima seduta di giunta hanno dato mandato al proprio legale di presentare il ricorso. La giunta follonichese invece si riunirà solo stamattina e una volta approvato il mandato legale presenterà i dettagli dell’impugnazione in una conferenza stampa (subito dopo lo farà Scarlino).
Sono unitissime sul tema dell’incenerimento le due amministrazioni, già dai mesi passati: dalla commissione d’inchiesta pubblica svolta durante l’estate, quando entrambe si schierarono per il No, per una certa sorpresa per la decisione scarlinese, fino alla contestata conferenza dei servizi a Firenze, ultimo passo del procedimento autorizzativo, in cui sia Stella sia il collega follonichese Andrea Benini fecero mettere a verbale che si ritenevano affatto soddisfatti di quanto emerso dal tavolo tecnico, complice l’espulsione di Vincenzo Anichino, chiamato come consulente dal Comune di Follonica.
La storia quindi riprende da qui, sempre con lo stesso copione. E mentre i 60 dipendenti di Scarlino Energia stanno rientrando gradualmente al lavoro nell’impianto, negli uffici dei municipi si cerca di stilare le contromosse, che finiranno nei rispettivi ricorsi. Anche i comitati ambientalisti sono impegnati sullo stesso fronte, dopo aver organizzato eventi (ad esempio una cena) per raccogliere i fondi necessari allo scopo: anche qui, non appena sistemate tutte le pratiche, daranno mandato al loro avvocato di fiducia di impugnare Via ed Aia.
Alfredo Faetti
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