Sicurezza
Due milioni di euro per la Colonia
Il futuro della struttura in pineta passa da un bando Verranno ristrutturate le due torrette a nord e a sud
FOLLONICA. Una speranza per il futuro della Colonia Marina, il Comune di Follonica partecipa a un bando per avere fino a due milioni di euro per ristrutturarne una parte.
La giunta comunale ha approvato il primo stralcio del progetto di recupero dell'edificio della pineta di levante, attualmente in pessime condizioni, tanto che una parte della palazzina è inagibile. Il destino della Colonia è da anni oramai al centro del dibattito politico per il valore storico, economico e affettivo di quell'area urbana. Ora forse si apre uno spiraglio per il recupero dello stabile, grazie a un bando di finanziamento scaturito da un decreto del Presidente del consiglio dell'ottobre scorso, volto appunto dare dei contributi per la riqualificazione di aree urbane in degrado. Questo è solo il primo passo per la ristrutturazione completa della Colonia che in totale ha un costo pari a circa sei milioni e mezzo di euro, come definito dal piano redatto all'epoca della ex giunta Baldi dagli uffici comunali.
Grazie a quel progetto il Comune ha potuto partecipare, previa approvazione di uno stralcio dello stesso da parte della giunta, al bando che è scaduto il 30 novembre scorso. «Questa approvazione - dice il vicesindaco Andrea Pecorini - conferma il fatto che questa amministrazione sta facendo azioni importanti sulla riqualificazione della città; vogliamo provare a intercettare questa occasione allo scopo di recuperare uno spazio imponente da restituire ad uso sociale, uso che da sempre ha caratterizzato la Colonia e che è stato fortemente sollecitato anche nelle conclusioni del processo partecipativo che nel 2011 l’amministrazione Baldi aveva sviluppato». L'idea è quella di mantenere pubblico l'edificio e di sistemarne una parte. «Purtroppo – continua Pecorini - a causa di mancanza di fondi da dedicare al recupero di un edificio così imponente, la Colonia versa in uno stato di degrado, destinato a peggiorare inesorabilmente con il passare del tempo. Ad oggi i locali ospitano, al piano terra, un blocco destinato all’emergenza abitativa ed un altro, con accesso indipendente dall’esterno, concesso ai volontari della protezione civile e radioamatori». La ristrutturazione riguarderà le due torrette poste all’estremo nord e sud dell’edificio che si sviluppano su tre piani fuori terra: due blocchi circoscritti ed individuabili come strutture indipendenti dal resto dell’immobile in modo da rendere efficace sia l’indispensabile intervento di consolidamento statico e sismico, sia un utilizzo funzionale ed indipendente dal resto dell’edificio. «La finalità dell’amministrazione – conclude Pecorini - è quella di restituire alla cittadinanza un edificio storico, posto in un contesto ambientale di grande valore paesaggistico, mediante un recupero a stralci funzionali, che sottolineano la vocazione socio-educativa che il complesso ha sempre avuto negli anni, fin dalla sua edificazione, restituendolo in questo senso all’utilizzo della collettività».
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