Sicurezza
Balneari appesi alla Corte europea
Intanto i balneari maremmani sono con il fiato sospeso in attesa che la Corte della Ue si pronunci sulle concessioni demaniali. Riflettori puntati sull’ipotesi che queste ultime debbano essere messe...
Intanto i balneari maremmani sono con il fiato sospeso in attesa che la Corte della Ue si pronunci sulle concessioni demaniali. Riflettori puntati sull’ipotesi che queste ultime debbano essere messe o meno a gara pubblica: i tribunali amministrativi regionali hanno chiesto all’Europa di decidere se la proroga al 2020 delle concessioni demaniali sia legittima. Una prima indicazione del parere della Corte Ue sulla legittimità o meno delle proroghe delle concessioni balneari in Italia è attesa per il 25 febbraio 2016. È prevista per quella data, come ha annunciato ieri l’avvocato generale della Corte di Lussemburgo Maciej Szpunar al termine della prima udienza, la presentazione delle sue conclusioni. Queste non sono vincolanti rispetto alla sentenza finale - che in media dovrebbe arrivare nei 2-6 mesi successivi - anche se spesso ne seguono l’orientamento. L’esame della causa sul rinnovo delle concessioni demaniali ha preso ufficialmente il via ieri a Lussemburgo con la prima udienza in cui sono state esposte le ragioni delle parti.
Il caso è approdato alla Corte Ue su iniziativa del Tar della Lombardia: al centro del contenzioso l’applicazione della direttiva Bolkestein che obbliga a indire gare per la concessione di aree demaniali come quelle occupate dagli stabilimenti balneari in riva al mare, a laghi e fiumi.
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