Sicurezza
Violenze sessuali in spiaggia: condannato
Quattro anni al giovane uomo che l’anno scorso aveva pesantemente molestato tre ragazze
FOLLONICA. Lo ha incastrato quella felpa di colore bianco, vista da testimoni nei due casi di violenza sessuale sulla spiaggia di Follonica, il primo sventato da un calcio dell'amica della vittima, il secondo non portato a termine a causa delle reazione della stessa vittima.
Rashid Hassan, 33 anni, originario del Ghana e domiciliato a Follonica, è stato riconosciuto colpevole degli episodi avvenuti la sera dell'11 maggio 2014. Il giudice dell'udienza preliminare Valeria Montesarchio ha depositato le motivazioni della condanna a 4 anni e 4 mesi (con lo sconto della scelta del rito abbreviato, dopo la richiesta di giudizio immediato), indicando come pienamente validi le testimonianze e il riconoscimento del giovane uomo. Fu sicuramente lui, arrivato insieme a un complice la cui vicenda ha seguito un procedimento diverso, a molestare pesantemente le ragazze, nei pressi di un locale da ballo, intorno alle 4.30. Nel primo caso contestato, due ragazze erano uscite dalla discoteca e una delle due si era appartata per un bisogno fisiologico mentre l'altra faceva la guardia. Hassan aveva cercato di baciare la prima, poi aveva raggiunto la seconda e le aveva messo le mani addosso, sulle parti intime; l'amica, al secondo tentativo, era riuscita ad allontanare lo straniero. Era stata l'amica a vedere in viso i due e a dire che Hassan indossava la felpa e l'amico un cappellino da baseball. Era stata l'amica a riconoscere i due quando i carabinieri, messisi in azione, li avevano rintracciati poco dopo in viale Italia. Il gup riconosce le testimonianze come pienamente attendibili. Hassan (che aveva ammesso solo di aver cercato di dare un bacio) e l'amico (che al giudice aveva invece confessato le responsabilità) erano stati arrestati. Le due ragazze erano state medicate e avevano riportato lesioni giudicate guaribili in dieci e cinque giorni.
E nel corso del procedimento ad Hassan è stato contestato anche un secondo tentativo di violenza, avvenuto sempre quella stessa notte e negli stessi luoghi, anche questo facente parte della sentenza di condanna. L'amico della ragazza oggetto delle attenzioni proibite (l'aggressore aveva anche cercato di tapparle la bocca) aveva dichiarato che, per il buio, non era riuscito a vedere l'uomo in volto ma che ricordava con chiarezza la felpa dal cappuccio bianco indossata. E anche questa testimonianza è stata ritenuta attendibile dal giudice.
La dottoressa Montesarchio non ha concesso le attenuanti generiche a causa del comportamento dell'imputato, che davanti al pm aveva fatto dichiarazioni contraddittorie e confuse, aveva ammesso l'abuso di alcol, aveva spiegato di non sapersi controllare; e del resto non ha dato alcun contributo effettivo alle indagini. Il pm Laura D'Amelio aveva sollecitato 4 anni; il difensore Lorenzo Garofalo l'assoluzione, proprio per mancanza di un riconoscimento certo. (p.s.)
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