Il Tirreno

Grosseto

Inneggia all’Isis su Fb, espulso da Caldana

di Elisabetta Giorgi

Blitz della Digos: già rimpatriato un macedone che postava foto e video. Perquisizioni in Maremma

2 MINUTI DI LETTURA





CALDANA. Un 32enne macedone è stato espulso dall’Italia: la Digos - che lo pedinava da mesi - ha “isolato” in rete un ampio campionario di foto e video da lui postati su Fb e inneggianti all’Isis, il sanguinario Stato islamico. Il blitz è scattato all’alba di lunedì e il provvedimento d’espulsione è stato già eseguito. L’uomo è tornato nella sua terra d’origine. Intanto anche ieri - in Maremma - i controlli e le perquisizioni della Digos sono continuati. Altri quattro o cinque “obiettivi sensibili” sarebbero stati individuati nell’intero territorio, anche a Grosseto città, e non è escluso che identiche misure di rimpatrio possano scattare nelle prossime ore. I riflettori sono puntati su tutta la Maremma.

Foto, video, immagini di bandiere inneggianti all’Isis e incitanti al martirio in nome di Allah. Scatti sullo Stato islamico, proclami in nome di un Islam radicale oltreché di un irrendentismo nazionalista ispirato al mito della grande Albania. Questo e altro copioso materiale postato sui social dal macedone che abita a Caldana è stato sufficiente, per gli investigatori, a connotare un’ideologia estremista ben precisa. Alle 4 di lunedì mattina la Digos ha fatto scattare il blitz nella frazione gavorranese, facendo irruzione in via Trieste dove abitava lui, Bakija Zija, macedone di etnia albanese, 32 anni. Classe 1983, boscaiolo come molti connazionali che abitano in Maremma, Bakija Zija era pedinato e osservato da mesi dagli uomini della Questura. Il blitz l’ha sorpreso a letto. Non sono affiorate armi in casa, né altro che potesse tradursi in una minaccia concreta e immediata, ma il materiale postato sul web mostrava chiare simpatie “di propaganda”. Così l’uomo, sorpreso e confuso, ha provato a minimizzare ma invano. Per lui si è attivata subito la procedura di espulsione, disposta dal Ministero dell’Interno. Un atto già eseguito: Zija è tornato a casa, ricongiungendosi di fatto con la sua famiglia in Macedonia e per 10 anni non potrà fare rientro nella sua casa in affitto a Caldana, né potrà varcare la soglia dell’intera area Schengen, come dispone la legge.

Nessuna prova è invece emersa a carico dei fratelli, rimasti a Caldana.

Altro servizio a pagina 7

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa