Italia
Ricatto dopo il furto alla mensa Condannato a 2 anni e 4 mesi
FOLLONICA. Era accusato di un furto alla mensa interparrocchiale e di un ricatto ai danni del derubato: una ricarica telefonica in cambio della restituzione della merce. Per queste due imputazioni,...
FOLLONICA. Era accusato di un furto alla mensa interparrocchiale e di un ricatto ai danni del derubato: una ricarica telefonica in cambio della restituzione della merce.
Per queste due imputazioni, un cittadino marocchino, Nabil Lamniai, 33 anni, è stato condannato dal collegio del Tribunale di Grosseto. Due anni e quattro mesi è la pena: i giudici hanno riconosciuto la particolare tenuità dei fatti e l’applicazione delle attenuanti generiche, riservandosi le motivazioni. Il difensore Adriano Galli si riserva di presentare appello una volta che saranno depositato le motivazioni, attualmente trattenute in riserva. Il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio aveva sollecitato una condanna a 3 anni e 6 mesi.
I fatti per i quali si è proceduto al dibattimento risalivano al 9 maggio del 2010. Secondo l'imputazione, Lamniai avrebbe rubato con destrezza un gilet, una giacca con due telefoni cellulari e due mazzi di chiavi a un follonichese settantenne che li aveva riposti poco prima nell'appendiabiti all'interno della mensa interparrocchiale "Natale Cantini" di Follonica. Poi avrebbe telefonato al derubato. «Quelle cose non le vedrai più se non mi ricarichi il telefonino», avrebbe detto.
E forte di questa minaccia sarebbe così riuscito a farsi versare in più tranches 55 euro. Secondo l'accusa l'estorsione era aggravata dal fatto che la parte offesa era in casa. L'uomo non aveva comunque sistato a denunciare il furto e delle indagini si erano occupati i carabinieri della Tenenza di Follonica. I beni sottratti erano poi stati ritrovati e restituiti.
(p.s.)
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