Proteste
Non svegliate il can che dorme
GROSSETO Non svegliare il can che dorme, recita il proverbio. Chi guarda al futuro i proverbi non li ama troppo, ma a volte nei paludosi territori della politica qualche ancoraggio alla saggezza del passato andrebbe mantenuto.
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Fino a domenica sera il partito che governa la gran parte della provincia di Grosseto, che è poi lo stesso del governatore regionale Rossi, sulla riforma sanitaria aveva mantenuto un sostanziale silenzio allineandosi alle decisioni fiorentine con la consapevolezza che razionalizzare si deve e che – soprattutto nell’imminenza di un passaggio elettorale delicato e decisivo come quello delle amministrative di Grosseto – litigi pubblici possono provocare danni irreparabili.
Sede ad Arezzo, centrale 118 a Siena, tutto è passato senza troppi sussulti. Anzi, qualcuno come il consigliere regionale Marras è andato anche a prendersi di buon grado qualche schiaffo sui territori per convincere tutti dell’utilità della pillola da inghiottire.
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Il terzo colpo però, l’ipotesi che anche la chirurgia robotica venga sacrificata nel nome dell’area vasta, ha fatto saltare i fragilissimi equilibri della tregua. Il compromesso è dare e avere, dare soltanto è sconfitta. E allora il Pd grossetano si sveglia e alza la voce, non solo a difesa dei robot, ma rilanciando anche su altri punti che Firenze riteneva già chiusi.
È vero, per restare ai proverbi: can che abbaia non morde. Ma neppure dorme. E questo, in vista del 2016, rischia di essere un problema serio.
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