Sicurezza
«La chirurgia robotica deve restare qui»
Luigi Bellumori (esecutivo provinciale del Pd), rompe gli indugi. E punta il dito anche su altri nodi della riforma Rossi
GROSSETO. L’esplosivo era lì, mancava la scintilla per accendere la miccia. E alla fine la scintilla è arrivata. Anzi, le scintille, quelle che sono volate lunedì al Misericordia tra il professor Pier Cristoforo Giulianotti, maestro mondiale della chirurgia robotica, ed Enrico Desideri, supermanager della neonata superAsl che unisce (ma per ora più che altro divide) Grosseto, Siena e Arezzo. Giulianotti ha espresso disappunto per l’evidente pericolo che Grosseto perda il suo gioiello, la robotica; e Desideri invece di rassicurare luminare e platea ha dato risposte talmente vaghe da far capire a tutti che il pericolo è concreto. Così il tappo sul vaso di Pandora è saltato. E il giorno dopo anche il Pd grossetano, fin qui sempre allineato alla riforma regionale della sanità, esce allo scoperto.
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Lo fa per mano di Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio e membro dell’esecutivo provinciale, il quale affida a una lunga nota il primo stop ufficiale al silenzio-assenso di partito sulla riorganizzazione della sanità nell’area vasta sud. Lo fa, come nel suo stile, senza giri di parole. Puntando i piedi sulla questione più scontata («La chirurgia robotica non si tocca»), ma anche riaprendo i giochi su questioni che ormai molti nello stesso Pd provinciale davano per definite, come la sede della nuova “Aslona”.
Robotica. Qui Bellumori è categorico. «Le qualità diffuse presenti nella nuova Asl necessitano di valorizzazione», scrive. «La scuola di chirurgia robotica ne è un esempio. Lo stesso assessore Saccardi – ricorda Bellumori – nel corso di una visita ha dato ampie garanzie circa le possibilità di dotare il Misericordia del nuovo robot “da Vinci Xi”. E così dovrà essere».
Così dovrà essere, incalza Bellumori, senza se e senza ma. Anche per evitare che si ricorra «ai soliti luoghi comuni, per quanto veri» per spiegare scelte differenti. «Ovvero Arezzo con forte contaminazione fiorentina e Siena con la sede universitaria e con tanto di assessori regionali al seguito»: quanto basta (politicamente) per penalizzare Grosseto. Le cui eccellenze invece, continua il sindaco di Capalbio, «nell’ambito di Area Vasta devono essere valorizzate e sono un patrimonio irrinunciabile».
E non solo. Ma per Bellumori le eccellenze e le peculiarità della sanità grossetana da tutelare e valorizzare sono molte altre ancora. Partendo proprio dai «distretti, i cui confini dovrammo probabilmente essere ridisegnati». L’elenco è lungo: «scuola di robotica, la medicina complementare a Pitigliano, il pronto soccorso pediatrico a Grosseto, per fare alcuni esempi, sono temi che passano da Firenze ma hanno grande rilevanza sui territori che visti già sulle carte sono amplissimi, con bassa densità abitativa e scarsamente infrastrutturati. Temi sulla cui discussione il Pd provinciale grossetano vuole essere della partita».
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La sede. Ma è proprio su questo punto, la sede della nuova Aslona che Bellumori punge più forte. «Il dibattito anche intenso che si è riacceso (o forse mai sopito) sulla sede dell’Asl Sud-Est, indicata da Enrico Rossi prima e dalla giunta regionale poi in Arezzo, necessita di qualche approfondimento», dice il sindaco. Bellumori non vuole rimettere in gioco la “sua” Grosseto («se il problema è di iscrizione di Camera di Commercio, assegnazione nuovo numero partita Iva e indirizzo sede legale, la sede che Rossi ha indicato non può impegnare energie e discussioni ulteriori»); tuttavia, dice, già in questa prima fase di sperimentazione si notano problemi che vanno risolti e situazioni che (come «il gruppo del Pd in Regione si è impegnato a fare») possono essere migliorate grazie a «suggerimenti utili».
Bellumori fa un esempio a suo dire emblematico: un recente corso aziendale ad Arezzo «al quale hanno partecipato anche 179 operatori dell’Asl grossetana e che certo non può essere momento da prendere come esempio di efficacia né di efficienza». Un sistema gestionale decentrato – osserva l’esponente pd – dovrebbe «consentire con le opportune deleghe di avere linee di indirizzo senza che siano impiegate 4 -5 ore di viaggio per ogni riunione», evitando «che tempo utile possa essere sottratto al dare risposte ai bisogni socio-sanitari del territorio e delle strutture e per evitare impegni di risorse per spostamenti continui».
Bellumori chiede dunque che la legge revisione o i regolamenti attuativi della medesima «per motivi logistici» individuino Siena «come il naturale luogo per organizzare incontri e formazione e affidino alla Direzione generale e ai suoi collaboratori il compito di trovare soluzioni utili a limitare sprechi di denaro e risorse umane.
Ma in definitiva per Bellumori «il tema da porre con determinazione è la garanzia di pari diritto di accesso ai servizi da parte dei cittadini, più che la sede legale, in una Comunità quale quella di Area vasta sud-est» che già vive «un gap infrastrutturale rispetto altre due individuate dalla legge».
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