Il Tirreno

Grosseto

Parentopoli, querela contro Bene Comune

di Alfredo Faetti
Parentopoli, querela contro Bene Comune

Il sindaco Iacomelli: «Questa volta non possiamo passarci sopra. Nessuna scelta ad hoc, quello è il Progetto Giovani Sì»

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GAVORRANO. «Questa volta non possiamo passarci sopra». Il sindaco Elisabetta Iacomelli lo dice subito. «Io ho le spalle grosse, le loro offese le posso sopportare; ma prendersela con un ragazzo per attaccare l’amministrazione riaprendo anche delle ferite in una famiglia è un atto vergognoso».

Parole che fanno da preambolo all’annuncio di querela nei confronti dei membri dell’opposizione Bene Comune, gli stessi che hanno sollevato il caso parentopoli a Gavorrano con un comunicato in cui denunciavano la pubblicazione di un bando ad hoc per il fratello dell’assessore Daniele Tonini per un tirocinio in municipio. «Ma quale ad hoc – continua Iacomelli – È il progetto Giovani Sì pubblicato dalla Regione Toscana e noi abbiamo seguito i requisiti dettati da Firenze». L’unico criterio inserito dal Comune minerario, sulla base delle richieste avanzate dagli uffici, è stato quello legato alla tipologia di laurea, ossia in architettura, scienze dell’architettura e pianificazione paesaggistica. Nulla più. «Il resto sono i requisiti richiesti dalla Regione» dicono dall’amministrazione.

«Ma quale clientelismo – fa eco lo stesso Tonini durante la conferenza stampa – l’atto che abbiamo fatto ha un altissimo valore sociale. Lo abbiamo fatto in totale trasparenza sia per andare in contro alle esigenze dell’ufficio urbanistica sia per dare la possibilità a giovani neolaureati di poter fare un’esperienza negli enti locali. Non toglie posti a nessuno tanto che per due posti ha partecipato solo una persona». La risposta del governo gavorranese arriva dopo qualche giorno dall’esplosione del caso. «Abbiamo preferito che prima parlasse l’interessato, ma è servito anche a me per non dare risposte emotive» continua Iacomelli. «È un atto gravissimo quello che ha fatto l’opposizione, uno dei peggiori in questi due anni e mezzo ed è tanto più evidente se contiamo che tra gli esponenti di Bene Comune ci sono un’insegnate e una volontaria: mi chiedono che sensibilità abbiano per aver mosso queste accuse».

Il sindaco parla dell’opposizione e questa volta, senza fare nomi, non le manda a dire. Parla di «una regia gavorranese» anche nell’intervento sul caso parentopoli da parte del gruppo regionale della Lega Nord, dato che «a Gavorrano – continua Iacomelli – c’è chi millanta amicizie con quello schieramento». Non solo: parla anche di una minoranza guidata «da un re deposto dal popolo che lascia dietro di sé solo morti e distruzione», facendo un ovvio riferimento all’ex sindaco Massimo Borghi. «Il sindaco e l’assessore Tonini sono sempre stati i loro obiettivi preferiti, ma questa volta hanno esagerato» dice Iacomelli, prima di congedarsi e riunirsi con la sua giunta per chiedere mandato di agire per vie legali contro Bene Comune. L’accusa? Diffamazione di sicuro, ma «io vedo anche altri reati», dice il sindaco, che di professione fa l’avvocato. «Sarà la magistratura a valutare quali siano le responsabilità in questa storia perché in questo caso si è voluto colpire anche il lavoro degli uffici e di dipendenti del Comune». Parlano anche gli altri esponenti della maggioranza. L’assessore Ester Tutini parla di «un atto vendicativo», mentre il vicesindaco Giulio Querci dice di non prendere «lezioni di etica da queste persone». Un clima teso che sembra riportare a galla delle ferite mai davvero rimarginate.

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