Il Tirreno

Grosseto

in occasione della festa della toscana

Monumento al minatore scoperto al Parco dei cigni

Monumento al minatore scoperto al Parco dei cigni

CASTEL DEL PIANO. Il parco dei cigni di Castel del Piano si chiamerà Parco del latte di luna. Così, per lo meno, ha auspicato a Castel del Piano il sindaco Claudio Franci, il giorno della festa della...

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CASTEL DEL PIANO. Il parco dei cigni di Castel del Piano si chiamerà Parco del latte di luna. Così, per lo meno, ha auspicato a Castel del Piano il sindaco Claudio Franci, il giorno della festa della Toscana, in cui, dopo un consiglio comunale straordinario, i bambini e i ragazzi di tutte le scuole di Castel del Piano e Montenero d’Orcia, si sono raccolti al Parco dei cigni per assistere allo scoprimento del nuovo monumento al minatore e si sono esibiti in una canzone collettiva, “Blowing in the wind” per un messaggio di pace a tutto il mondo.

Un’edizione che ruota tutta intorno ai diritti dei cittadini, la festa della Toscana 2015, E anche quest’anno Castel del Piano, in particolare la consigliera con delega Lucia Nannetti, ha progettato una mattina del 30 piena di iniziative, con la partecipazione delle istituzioni e degli studenti di tutte le scuole: istituto comprensivo Vannini-Lazzaretti, liceo Fermi, Scuola paritaria Rosa Guarnieri, Tiberi, Carducci, con la collaborazione dell’associazione “Scuola insieme”. E’ stato un sindaco emozionato e commosso a scoprire il monumento di peperino e la targa con su scritte le parole “lavoro, dignità e memoria”, rammentando che quel laghetto del parco era, una volta, una cava di farina fossile, a causa della quale molti lavoratori persero la vita per la terribile silicosi e il lavoro dei quali deve essere ricordato nella memoria collettiva.

«Un monumento a questo lavoro che ha occupato decenni e decenni della vita del nostro paese - ha detto il sindaco - non c’era a Castel del Piano, che è comunque terra di minatori, anche se non di mercurio come altre zone dell’Amiata. Il monumento è fatto di pietra di peperino. E’ la nostra pietra della memoria e nessun materiale sarebbe stato più adeguato di questo». Il monumento, su bozzetto di Cristina Pellegrini, è stato eseguito da Umberto Dondolini, uno scalpellino di Abbadia San Salvatore, ed oggi residente con la moglie Ivana Paganini a Castel del Piano. Umberto è un artista della pietra. Ha lavorato in piazza della Signoria a Firenze, nella chiesa di Sant’Antimo, in molte facciate dei palazzi gentilizi fiorentini: «Mi è occorsa - spiega - una settimana di lavoro per scolpire il minatore di latte di luna, ma l’ho fatto con amore e passione, sapendo che andavo a toccare un pezzo di cuore di questa montagna». Dopo che il tricolore è stato tolto dal monumento fra gli applausi dei presenti, molti dei quali con padri e nonni che hanno lavorato alla farina fossile, c’è stato il flash mob di bambini e ragazzi. Centinaia di bandierine con su scritti i diritti dell’uomo e dei bambini, e Bob Dylan prima cantato dai piccolissimi in italiano e poi dai più grandi in lingua originale, hanno sigillato la mattina.

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