Il dolore
In cella dopo il sequestro di 1 chilo di hashish
Aveva in casa anche il materiale per il confezionamento, perquisizione della squadra mobile
GROSSETO. Ottantanove ovuli di hashish, accuratamente custoditi con del cellophane trasparente: quasi un chilo di sostanza stupefacente, per l’esattezza 958,9 grammi. E poi tutto l'occorrente per lavorare quello che in gergo si chiama "il fumo": coltelli (in totale due) trovati con lama sporca di residui proprio di hashish, un bilancino elettronico di precisione, del denaro per un totale di 350 euro. Insomma, secondo la polizia di stato non c'era dubbio che la persona che abitava nell'appartamento in cui è stato scoperto tutto questo materiale detenesse la droga non per uso personale ma con lo scopo di spacciarla.
Ed è così che un grossetano di 39 anni è finito nei guai. Si tratta di Ciro Cannistraro, grossetano. A lui gli agenti della squadra mobile sono arrivati dopo aver condotto un’indagine mirata, nell’ambito delle operazioni finalizzate alla prevenzione e alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti. Avuta praticamente la certezza di poter andare a colpo sicuro e forse anche di poter trovare una ingente quantità di droga, nella serata del 26 novembre il personale della Questura è intervenuto nell’abitazione di Cannistraro, nel quartiere Verde Maremma, per compiere una perquisizione. L’esito ha portato al sequestro di tutto quanto elencato all’inizio. C’era anche un telefono cellulare, c’erano anche alcune sigarette già pronte.
L'uomo è stato portato in carcere e ieri mattina è stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari Marco Bilisari. Cannistraro, assistito dall’avvocato Valentina Guerriero, ha risposto alle domande del gip, dando spiegazioni su quanto era stato trovato nella sua abitazione. Ha anche aggiunto che quel denaro non era frutto di attività illecita: si trattava della retribuzione per un lavoro da lui regolarmente svolto come operaio.
Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro aveva chiesto la convalida del provvedimento e la custodia in carcere. E tale richiesta è stata accolta dal giudice, che ha ravvisato la necessità della detenzione anche in attesa del completamento delle indagini. Al momento, secondo il gip, ricostruiti anche l’operazione e il contesto secondo quanto indicato dalla polizia giudiziaria, non è possibile individuare una soluzione alternativa, anche se la difesa sta già lavorando per trovare una sistemazione meno afflittiva e cioè di far uscire quanto prima dal carcere l’uomo.
Nel frattempo la squadra mobile lavora per chiudere il cerchio intorno alla droga trovata in casa di Cannistraro. (p.s.)
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