Sicurezza
Il robot non arriva Giulianotti e Desideri in rotta di collisione
Le spiegazioni dell’Asl non convincono la platea Il fondatore della scuola sbotta davanti a tv e giornali
GROSSETO. Tira un’ariaccia sulla scuola internazionale di robotica di Grosseto.
Chi ieri si aspettava rassicurazioni dal manager della “grande Asl” Enrico Desideri è rimasto deluso. Il commissario (presto superdirettore) è stato pilatesco: in mezzo a tre fuochi – la triade Rossi - Saccardi - Scaramelli che tifa Siena, il cuore che porta ad Arezzo e la cenerentola Grosseto – Desideri non ha speso mezza promessa sul futuro, anzi…
Tutti da interpretare alcuni passaggi: «Contiamo di sviluppare le attività della scuola attraverso una rete di area vasta e poi a livello regionale – ha detto Desideri – con l’apporto e l’esperienza dei professionisti grossetani e delle altre realtà di chirurgia robotica presenti nelle nostre tre province, sviluppando così sinergie assistenziali e professionali, inimmaginabili altrimenti, nei vari campi della chirurgia specialistica».
E ancora: «Di solito si va a fare la specializzazione nelle aziende ospedaliere universitarie, invece i giovani medici che si affacciano alla chirurgia del futuro chiedono di venire a imparare dai nostri chirurghi, a Grosseto. Lo terremo in considerazione».
E così, a un certo punto, nel corso della conferenza stampa, Desideri e il luminare della chirurgia robotica Pier Cristoforo Giulianotti sono entrati in rotta di collisione, con buona parte della platea ad annuire alle parole del professore.
Davanti a telecamere e taccuini di diverse testate toscane, incalzato sul mancato arrivo a Grosseto del robot “Da Vinci” di ultima generazione, Desideri ha fornito spiegazioni ritenute da tutti poco convincenti, parole che hanno suscitato la replica del famoso chirurgo, seduto accanto a lui: «Il manager dell’azienda di area vasta è molto bravo a parlare; io non lo sono altrettanto – ha detto Giulianotti – però due considerazioni polemiche credo di potermele permettere. Ho voluto la scuola, ho una certa età e vivo lontano… Innanzitutto, diciamolo, il nuovo robot avrebbe dovuto già essere qui a Grosseto, alla scuola, e dopo magari anche a Pisa o a Firenze. Inoltre mi preoccupo quando Desideri dice che a decidere sull’acquisto e sulla destinazione delle innovazioni saranno nei prossimi mesi gli stessi chirurghi, perché conosco come funziona e in questo modo si delega loro un potere che spetta alla politica e al manager, finendo per portare la strumentistica migliore là dove c’è più potere. Non posso essere d’accordo».
Enrico Desideri ha provato a smorzare ma, di fronte al “ritorno” di Giulianotti, gli ha intimato il silenzio: «Tu hai voluto la scuola, è vero, ma io ho voluto te. Ti consiglio di parlare per gli Stati Uniti, qui manchi da troppi anni, non conosci la situazione. Tra i chirurghi e tra i territori c’è armonia e sinergia. Si riunirà a gennaio il dipartimento interaziendale dell’area chirurgica e sono convinto che sapranno accordarsi. Poi li ascolterò e procederemo agli acquisti. Non posso invece rispondere per i robot che già si trovano a Pisa e a Firenze».
Desideri, come detto, è stato tutt’altro che rassicurante proprio rispetto alla scuola internazionale di Grosseto.
Ne ha ribadito l’unicità ma ha evidenziato il problema della mancanza di risorse; poi come unica consolazione ha ricordato che aumenteranno le opportunità stando dentro a un’azienda con un bilancio da due miliardi. Stop.
Gabriele Baldanzi
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