Toscana
Dragaggio del porto Avviato l’iter per i lavori
TALAMONE. Ha preso il via l’iter che potrebbe portare, prima dell’estate, al dragaggio del porto di Talamone. «Sono iniziati i carotaggi nel porto», conferma Luca Aldi, capogruppo di maggioranza a...
TALAMONE. Ha preso il via l’iter che potrebbe portare, prima dell’estate, al dragaggio del porto di Talamone. «Sono iniziati i carotaggi nel porto», conferma Luca Aldi, capogruppo di maggioranza a Orbetello. «C’è stata una riunione la scorsa settimana con i rappresentanti della Regione e della Provincia e con i concessionari per delineare il percorso. Dopo i carotaggi dovrà essere fatto un progetto sulla base dei loro esiti perché il costo dell'intervento dipende soprattutto da quello».
Ciò che infatti deve essere valutato è il tipo di fanghi nei fondali del porto. Se questi fossero riutilizzabili per il ripascimento delle spiagge tutta l’operazione di dragaggio avrebbe un costo inferiore rispetto a una loro caratterizzazione come rifiuti speciali. Una volta appurata la natura dei fanghi, dunque, potrà essere fatto il progetto. «Elaborato il progetto – prosegue Aldi, che ha la delega al porto di Talamone – faremo un accordo con la Regione che accorderà il finanziamento, poi si darà il via ai lavori. Se - dice speranzoso Aldi – come abbiamo sempre creduto i risultati saranno positivi, il dragaggio dovrebbe essere concluso prima della prossima stagione estiva».
I carotaggi dovrebbero essere completati entro una ventina di giorni. È ancora da stabilire chi poi praticamente dovrà realizzare lo scavo del porto. «Questo verrà stabilito quando faremo l'accordo di programma – spiga Aldi – anche se i concessionari si sono dichiarati disponibile per farlo loro stessi. La fattibilità di questa ipotesi verrà verificata e se anche la Regione fosse orientata in questo senso tutto sarebbe molto più veloce». È ovvio infatti che se il dragaggio fosse realizzato dai concessionari questo eviterebbe le lungaggini di un percorso pubblico.
Al momento parte del porto di Talamone è interdetta alla navigazione a causa del fondale troppo basso. La decisione che non ha certo stupito è stata presa con una ordinanza della Capitaneria di Porto di Porto Santo Stefano lo scorso 14 novembre. Due gli spazi in cui sono vietati navigazione, sosta e ancoraggio: nel “campo a” come riporta l’ordinanza il divieto vige per le imbarcazioni con pescaggio superiore a 90 centimetri. Nel “campo b” il divieto si estende ai natanti con pescaggio superiore ai 50. L’ordinanza ha riportato alla luce vecchie polemiche sul porto di Talamone tanto che l'amministrazione lagunare è stata accusata di non aver agito abbastanza celermente per risolvere il problema. Ora che i carotaggi hanno preso il via basterà aspettare i risultati per vedere se sarà davvero possibile chiudere la pratica prima dell’estate 2016.
Ivana Agostini
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