Sicurezza
C’era un complice con l’uomo arrestato nel cantiere
GROSSETO. Non era da solo il giovane uomo che domenica pomeriggio è stato sorpreso in un cantiere edile di via Fucini con un quantitativo di tubazioni di rame. Con lui c'era un complice, fuggito:...
GROSSETO. Non era da solo il giovane uomo che domenica pomeriggio è stato sorpreso in un cantiere edile di via Fucini con un quantitativo di tubazioni di rame. Con lui c'era un complice, fuggito: "Ma non so chi sia", ha detto Antonello Loffredo, 29 anni, originario di Orbetello ma senza fissa dimora. Lo ha detto, confermando le accuse mosse dal pm Salvatore Ferraro, davanti al giudice Gian Marco Fausto Di Vincenzi che ne ha convalidato l'arresto eseguito dai carabinieri e ha disposto per lui il carcere. E' qui che sconterà quanto meno la parte iniziale dei 14 mesi (più 200 euro) patteggiati; poi forse per lui si aprirà la strada di una comunità. Difesa Stefano Antonelli.
Loffredo, qualche precedente alle spalle, aveva tra l'altro abbandonato nella fuga lo zainetto contenenti i documenti. E' stato rintracciato alla stazione ferroviaria dalla pattuglia del radiomobile che prima si era messa all'inseguimento a piedi attraverso i cortili retrostanti e poi aveva ricevuto le indicazioni dalla donna che aveva dato l'allarme, segnalando il furto al 112. Loffredo è tra l'altro facilmente riconoscibile per la capigliatura rasta. I militari sono alla ricerca del complice.
Tentato furto di un'ottantina di cavi di rame e porto abusivo di coltello le accuse per le quali si è proceduto a convalida e giudizio. Quando i carabinieri sono intervenuti, Loffredo era intento a togliere la guaina dai cavi dei tubi del condizionamento, precedentemente staccati dalla parete con delle tronchesi, in alcuni dei quindici appartamenti che costituiscono l'appartamento. Materiale dal quale sarebbe stato possibile ricavare, venduto come materiale usato, trecento euro. Tutte le tubazioni sono state restituite alla ditta proprietaria del cantiere, ma si tratta di materiale che non può più essere utilizzato.
Loffredo ha ammesso le sue responsabilità. Ha spiegato di non avere lavoro, da quattro anni, e di non avere una casa. Il pm Ferraro ha ritenuto che solo il carcere possa impedire, tra l'altro, il ripetersi di episodi del genere. Anche se la difesa si era opposta alla convalida, per come l'arresto era stato sinteticamente rappresentato in aula, il giudice ha anche disposto il carcere proprio perché nessuna altra misura era applicabile, come i domiciliari o l'obbligo di firma. Adesso i carabinieri proseguono le indagini alla ricerca del complice.(p.s.)
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