Sicurezza
Assestamento di bilancio Spunta un vero tesoretto
Oltre 900.000 euro da utili inattesi, multe, riduzione di spese del personale Ma il M5s bacchetta il vicesindaco: «Ci mostri quanto ci costano i contenziosi»
GROSSETO. Tra i provvedimenti approvati ieri in consiglio comunale c’è la delibera di assestamento generale di bilancio 2015 a fronte del controllo di entrate e uscite che hanno subito delle variazioni i rispetto alle previsioni di maggio e alle successive variazioni degli scorsi mesi. E spunta un tesoretto da oltre 900.000 euro.
Le risorse supplementari provenienti dagli utili inattesi di Gergas (250.000 euro), dalle sanzioni relative al codice della strada (100.000 euro), dalla riduzione di spese per il personale (400.000 euro) e dalle concessioni edilizie (oltre 100.000 euro, che finanziano la spesa di investimento) consentono di intervenire sulle necessità di Iside a seguito delle carenze di personale temporaneamente non idoneo che impongono il ricorso a risorse esterne (300.000 euro), al riallineamento del Fondo di Riserva (nel quale erano state trovate le spese straordinarie relative alla rimozione del legname stoccato a Marina) per 120.000 euro e anche per l’incremento del Fondo crediti di dubbia esigibilità per oltre 30.000 euro.
E ancora 60.000 euro in più per la manutenzione di aree verdi e 10.000 per Fondazione Grosseto Cultura, il cui operato risulta di crescente spessore.
Stabilita anche una riduzione del previsto gettito Imu di 200.000 euro in via prudenziale e in attesa dei dati definitivi che si avranno solo all’inizio del 2016.
«Quando il bilancio di un ente è sano – ha spiegato il vicesindaco e assessore al Bilancio, Paolo Borghi – è possibile far fronte alle emergenze e anche poter riequilibrare gli stanziamenti rispetto alle spese impreviste grazie ad entrate supplementari che sono spesso frutto di un sano atteggiamento prudenziale nella costruzione dei bilanci».
La delibera di assestamento di bilancio non ha però convinto tutti.
«Offrire contenuti, non chiacchiere. Ecco, questo significa, per noi, amministrare la cosa pubblica. Eppure, come al solito, ci troviamo davanti a siparietti poco edificanti, cadute di stile e interventi vuoti», replica Giacomo Gori, portavoce del Movimento 5 stelle.
«Quando l’assessore al Bilancio si esprime sulle sue materie, sia che esse siano bilanci di previsione che assestamenti, il tono è sempre lo stesso. Della serie “va tutto bene, siamo bravissimi” – dice Gori – Poi però, ecco che giungono casi che smentiscono clamorosamente la visione da fiaba che l’esponente di giunta vuol far digerire ai cittadini. Basta pensare all’affare Peep Pizzetti».
Il Movimento 5 stelle da diverso tempo chiede una documentazione dedicata allo stato dei contenziosi che coinvolgono il Comune di Grosseto. Il costo delle spese per gli avvocati e le cause perse, infatti, incide notevolmente, in linea generale, sugli enti pubblici.
Le spese per i contenziosi sono via via pubblicate sull’albo pretorio del Comune ma non esiste un elenco unitario che dia, in un colpo d’occhio, l’idea precisa di quanto il Comune spenda per i contenziosi.
«Ho tentato di avere risposte pure durante il consiglio comunale. Invano – dice Gori – Un atteggiamento che evidenzia assoluta mancanza di rispetto per chi rappresenta i cittadini. Ancora una volta l’amministrazione ha creduto bene di scivolare via dalla faccenda senza mettere le cose in chiaro. Ma c’è dell’altro. Durante l’assemblea ho espressamente richiesto – ovvio, senza ricevere alcuna risposta – quale fosse la sorgente dei denari che il municipio ha deciso di anticipare alle sorelle Cavalli. Parlo dei circa 8 milioni di euro in ballo con il Peep Pizzetti.
Insomma, visto che il Comune si fregia, specie in questi giorni, d’essere realtà etica e trasparente, vorremmo avere, oltre le chiacchiere i fatti. Ma forse è un’impresa troppo ardua. Non ricevere risposte a due quesiti espressi durante il consiglio comunale fa pensare che di trasparente, in giunta, vi sia solo una cosa: l’acqua».
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