Il Tirreno

Grosseto

Il centrosinistra è assente, salta la seduta provinciale

Giovanna Mezzana
Palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia di Grosseto
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Palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia di Grosseto

Grosseto, il presidente Bonifazi costretto a riconvocare il Consiglio il 1° dicembre ma il termine (perentorio) per approvare correttivi al bilancio 2015 è il 30 novembre

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GROSSETO. Diciamocela tutta: della Provincia non importa più niente a nessuno (o alla maggioranza). Tant’è che in Maremma non si è riusciti neppure a rispettare il termine perentorio del 30 novembre, oggi, per il nulla osta agli “aggiustamenti” del bilancio 2015. Si farà domani: del resto, cosa cambia? “Aggiustare” il cuscino adesso o tra qualche minuto a chi è allettato e in fin di vita non muta il suo destino.

«Scriveremo una nota al prefetto per spiegare – dice il presidente dell’Ente Emilio Bonifazi – che per un incidente di percorso siamo arrivati al giorno successivo. Non credo che per questo il Prefetto ordinerà lo scioglimento del Consiglio: tanto le province – ironizza, appunto – si scioglieranno da sole. E poi si tratta di approvare un assestamento di bilancio che non prevede alcuna variazione né in entrata né in uscita. Non c’è novità rispetto al bilancio approvato il 5 ottobre». Responsabile dello slittamento non è Bonifazi, ma l’«incidente di percorso». E cioé l’assenza dei consiglieri di centrosinistra. Ecco la cronistoria.

Nell’uniforme di presidente della Provincia il sindaco di Grosseto Bonifazi convoca l’assise provinciale per il 27 novembre 2015. Cade di venerdì: pomeriggio. Di appuntamenti in agenda – in questa data foriera del weekend – ne mette due: della serie, un viaggio e due servizi; vuole andare incontro agli impegni dei suoi colleghi, quasi una cortesia. Prima è prevista l’assemblea dei sindaci: questa sconosciuta, è un organo neonato in grembo alla Riforma Delrio, forse che se ne sentiva il bisogno? A ruota, appunto, il consiglio provinciale.

Per l’assemblea dei sindaci, i sindaci ci sono. E fanno il loro: esprimono un parere sul bilancio provinciale. Favorevoli. Via, assise finita. È il turno del Consiglio. In aula, presenti: Enzo Turbanti, consigliere da Civitella Paganico e il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli. Le rappresentanze del centrodestra ci sono. Come al solito: «Bisogna riconoscere – ci dirà poi Bonifazi – che se non fosse stato per Ezio Puggelli, Turbanti e Cerulli molti consigli provinciali non si sarebbero potuti svolgere».

Chi mancava venerdì 27 novembre? Il sindaco di Follonica Andrea Benini, il sindaco di Manciano Marco Galli, e il consigliere da Grosseto Pietro Migliaccio. «Alle 14.30 non c’era il numero legale – conferma Bonifazi che giustifica gli assenti – I sindaci avevano il consiglio comunale e Migliacci aveva impegni professionali». Così Turbanti e Cerulli escono dall’aula mentre Bonifazi si attacca al telefono. I desiderata degli assenti convogliono sul 1° dicembre: il consiglio provinciale slitta. Tanto non cambia nulla.

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