La manifestazione
Nessuna pietà neppure per i mici
Era il 2013 quando in un tranquillo pomeriggio di fine estate accadde qualcosa che i grossetani non avrebbero voluto vedere. Piazza del Sale. Negozi aperti. Gente seduta a bere un caffé o un...
Era il 2013 quando in un tranquillo pomeriggio di fine estate accadde qualcosa che
i grossetani non avrebbero voluto vedere. Piazza del Sale. Negozi aperti. Gente seduta a bere un caffé o un aperitivo ai tavoli dei bar. Ad un certo punto una commerciante sgrana gli occhi. Non sa se credere o meno a ciò che vede. La scena è agghiacciante.
Ce l’aveva raccontata così: «C’era un gatto. Ed era come se fosse sospeso nel vuoto. Ho ancora in testa il fotogramma di quella bestiola che precipita veloce, vola giù finché non atterra rovinosamente sull’asfalto. E se non è morto è solo perché i gatti hanno sette vite».
A scaraventarlo giù e con un volo di circa dieci metri, come se il felino meritasse una pena esemplare per non si sa quale malefatta, era stato un gruppo di ragazzini. Forse gli stessi che due mesi prima avevano tormentato le notti dei residenti del centro, spaccando i vetri e lanciando sassi contro gli edifici.
È crudele lanciare gatti dalle Mura. È crudele lanciare sassi mentre ragazzini sono a scuola di tennis. Ed è sconcertante scoprire – sapere – che a commettere gesti simili sono poco più che bambini che si muovono in gang, termine che un tempo si usava per la malavita di bassa lega, la manovalanza. Ed il fenomeno ormai non è nuovo per non sapere quale rimedio porre. (g.m)
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