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Mediterraneo, il futuro mette radici in Maremma
ALBERESE. Un protocollo di intesa che fa del microcredito la pratica privilegiata per aiutare l’agricoltura sostenibile nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: lo hanno firmato Coopermondo (Ong...
ALBERESE. Un protocollo di intesa che fa del microcredito la pratica privilegiata per aiutare l’agricoltura sostenibile nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: lo hanno firmato Coopermondo (Ong di Confcooperative impegnata in progetti di cooperazione che promuovono il modello cooperativo italiano nel mondo) e il Ciheam di Bari, il centro Internazionale di Alti Studi Agronomici del Mediterraneo. La firma è avvenuta durante l’incontro dal titolo “Credito e sovranità agroalimentare. Microcredito come leva per lo sviluppo della cooperazione agroalimentare nel Mediterraneo”, organizzato da Coopermondo e Ciheam in partnership con la Banca di Credito Cooperativo della Maremma, ieri al Granaio Lorenese alla tenuta di Alberese.
Al seminario hanno partecipato Giuliano Amato, giudice della Corte costituzionale e già presidente del Consiglio dei ministri; Gianni Bonini, vice Chairman del Ciheam; Francesco Carri, presidente di Coopermondo - Confcooperative; Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto; Giampaolo Cantini, direttore generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale; Cosimo Lacirignola, segretario generale Ciheam; Danilo Salerno, direttore di Coopermondo - Confcooperative; Giuseppe (Bepi) Tonello, presidente di BanCodesarrollo e direttore generale del Fondo ecuadoriano populorum progressio Fepp.
«Gli attacchi terroristici di Parigi mirano a destabilizzare il Mediterraneo su cui l’idea stessa di Europa è nata», ha esordito Gianni Bonini. «Le relazioni euro mediterranee sono sottoposte ad una pressione senza precedenti nella storia contemporanea. Solidarietà e fermezza sono il livello minimo di iniziativa politica a cui siamo obbligati ma occorre fare di più e meglio, soprattutto per ristabilire le basi economiche e sociali della pace e della prosperità nell’area».
«La cooperazione allo sviluppo – ha detto Francesco Carri – è uno degli strumenti su cui dobbiamo investire richiedendo ai governi e alla società europea uno sforzo più massiccio e convinto. Il micro-credito, affiancato a responsabilizzazione ed educazione finanziaria, può essere una leva importante per far crescere la micro-agricoltura locale».
Giuseppe (Bepi) Tonello ha raccontato l’esperienza della banca che presiede, del Fepp e del progetto di Microfinanza Campesina che, da oltre 13 anni, vede il credito cooperativo a fianco della realtà ecuadoriana. «Ci sono donne povere che riescono a risparmiare un dollaro al mese. Sono persone che prendono in mano il loro futuro e lo trasformano. È' necessario investire in umanità. Perché con intelligenza, sudore e amore riusciremo a cambiare il nostro Paese. E intelligenza economica vuol dire anche puntare sulla finanza popolare».
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