Il Tirreno

Grosseto

SICUREZZA

Lanciano sassi dalle Mura sui baby giocatori di tennis

Giovanna Mezzana
il campo su cui si allenano giovanissimi tennisti e su cui sono stati lanciati sassi (foto G. Mezzana)
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il campo su cui si allenano giovanissimi tennisti e su cui sono stati lanciati sassi (foto G. Mezzana)

Grosseto, un istruttore del Club Manetti rimprovera delle ragazzine che insultano dall’alto. Loro rispondono tirando giù pietre. In campo l’insegnante e due allievi di 12 anni

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GROSSETO. Il pericolo arriva dall’alto e piomba su di te quando meno te lo aspetti: due ragazzini stanno giocando a tennis con il loro istruttore e all’improvviso piovono sassi. Non verranno colpiti – nè loro né l’insegnante – ma rimane la paura che possa accadere di nuovo. Suona l’allarme al Tennis Club Manetti dopo quanto è successo il 27 novembre, venerdì pomeriggio. Qualcuno dalle Mura ha lanciato pietre sul campo-scuola, dove si allenano bambini e adolescenti, mentre era in corso una lezione. Al Circolo custodi, docenti e giocatori si sentono nel mirino: non è la prima volta che accadono episodi del genere. Venerdì è stato il caso dei sassi. Qualche mese fa dal Bastione del Mulino a vento sono arrivate giù bottiglie di vetro, che hanno sfiorato uno dei custodi del Tennis Club e un tennista adulto: entrambi illesi miracolosamente. Roberto Franceschini, presidente del circolo Coni spalanca le braccia: «Non possiamo fare altro che sperare – dice – in controlli più frequenti sulle Mura da parte delle forze dell’ordine».

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Sassi dalle Mura. Sono circa le 19 di venerdì 27 novembre 2015. Al Tennis Club Manetti i grandi fari che illuminano i campi da gioco sono accesi. Il “fondo” scuola è occupato da un istruttore e da due giovani allievi di 12-13 anni. In alto, sulle Mura, un gruppo di ragazzine disturba la lezione. Schiamazzi, offese, improperi. L’insegnante non batte ciglio: «Non ve ne preoccupate – dice ai suoi tennisti in erba – continuiamo». Le ragazzine però non mollano. Ed è allora che il maestro di tennis le rimprovera: «Ora basta, smettetela». Non sia mai, lesa maestà, che qualcuno le rimbrotti: rispondono. Scappano via, forse perché temono che l’adulto possa salire sulle Mura e redarguirle a parole ulteriormente. Prima di sparire nel nullo, lanciano sassi. Uno, due, tre: diverse pietre vengono scagliate giù sul campo. Una di esse l’istruttore ce l’ha anche mostrata (vedi foto in alto): non è un masso, ma da quella altezza avrebbe potuto procurare danno. Non lascia traccia la gang tutta al femminile e composta da teenager «che non avranno avuto più di 14 anni» ci dicono testimoni.

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Bottiglie dal Bastione. Al Tennis Manetti parliamo con un giocatore, uno degli habitué del circolo. «Qualche mese fa – ci racconta – camminavo qui sotto e una bottiglia di vetro mi è passata a tanto così», misura pochi centimetri con la mano. «Era estate ed era pieno giorno – aggiunge – È stata lanciata da lassù» e indica il Bastione del Mulino a vento che troneggia nel mezzo del Tennis Club. Chiediamo se ha sporto denuncia per il rischio che ha corso: «Il presidente e il custode fanno spesso segnalazioni alle forze dell’ordine perché episodi come questi sono assai frequenti».

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Biciclette dal cielo. Altroché se lo sono, conferma uno dei custodi. «Si mettono lassù (indica il Bastione del Mulino a vento) – dettaglia – e ci stanno giornate intere. Estate e inverno. Io arrivo alle tre del pomeriggio e sono già lì. Vado via alle nove della sera, a volte alle 10, e li lascio lì. Bevono e fumano». Di chi sta parlando? «Gruppetti di ragazzi – risponde – Sono giovanissimi». «Non potete immaginare – continua – cosa troviamo qui, sotto il Bastione, la domenica mattina. E se ti azzardi a dire qualcosa.. Tempo fa li ho richiamati perché ascoltavano la musica ad alto volume e il giorno dopo i campi da tennis erano pieni di bottiglie di vetro rotte: frantumate come si frantumano solo quando ci salti su con i piedi». Vetri in mille pezzi significa che la pulizia dovrà essere più meticolosa: del resto lì giocano anche bambini. «Dimenticavo – conclude il custode – lanciano anche biciclette. Da bambino, forse rubate. L’ultima l’abbiamo trovata al cancello lato bocciodromo».

 

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