Sicurezza
«Arcidosso non paghi per l’inceneritore»
ARCIDOSSO. Se le tariffe Tari aumenteranno ad Arcidosso, la responsabilità potrebbe arrivare da Scarlino. A prospettare questa ipotesi è il consigliere di minoranza di Arcidosso Corrado Lazzeroni che...
ARCIDOSSO. Se le tariffe Tari aumenteranno ad Arcidosso, la responsabilità potrebbe arrivare da Scarlino. A prospettare questa ipotesi è il consigliere di minoranza di Arcidosso Corrado Lazzeroni che presenta al consiglio comunale del 30 novembre una interrogazione che ha al centro del ragionamento le tasse.
Le tariffe Tari non sono diminuite e si profilano anche altri aggravi per i contribuenti, secondo Lazzeroni. Ma perché si profilano nuovi aggravi?
«Perché è concreta la possibilità che il debito della società Scarlino Energia (proprietaria dell’inceneritore) possa essere spalmato in su tutti i contribuenti, non solo arcidossini».
Così ipotizza Lazzeroni che ricorda che «Scarlino Energia è in gravi difficoltà economiche e ha avviato le procedure di concordato preventivo presso la sezione fallimentare del Tribunale di Grosseto per tentare un risanamento». Il consigliere cita l’opinione espressa dall’ingegner Annino, consulente delle associazioni ambientaliste contrarie all’inceneritore, secondo cui «l’inceneritore non ha le caratteristiche tecniche per poter essere economicamente valido».
Ma perché la cosa dovrebbe interessare agli arcidossini? Il fatto è che con il 28 luglio 2014 il presidente del consiglio direttivo dell’Ato rifiuti Toscana ha inviato una nota a tutti i sindaci dell’Ato, compreso quello di Arcidossi, prospettando l’interesse dell’Ato a cogestire l’inceneritore di Scarlino. «Se tale interesse di Ato Toscana sud si dovesse tradurre concretamente – dice Lazzeroni – si potrebbe avere come risultato del concordato una società pubblica o partecipata, quale nuova proprietaria dell’inceneritore di Scarlino, che scaricherebbe sui cittadini le perdite di bilancio. Visti gli errori, già compiuti nel passato dall’Ato 9 nel puntare all’incenerimento, anziché al recupero di materie, con il sovradimensionamento degli impianti delle Strillaie e le relative condizioni di conferimento dei rifiuti indifferenziati a tale impianto per i prossimi 28 anni, che hanno prodotto in Provincia le tariffe tra le più alte e le raccolte differenziate tra le più basse in Italia».
Da qui potrebbe derivare, anche per i contribuenti arcidossini, il futuro aumento delle tariffe. «Il sindaco di Arcidosso – specifica Lazzeroni – partecipa a pieno titolo alle assemblee dell’Ato Toscana Sud, in cui si decidono le scelte da realizzare a vantaggio della collettività e non a vantaggio di singole imprese private».
Il nocciolo dell’interrogazione, dunque, rivolta a sindaco, giunta e assessore all’ambiente, è la richiesta di «promuovere in sede di Ato una verifica tecnica sulle reali capacità tecniche/economiche dell’inceneritore di Scarlino, affidando la consulenza a un collegio peritale, in cui sia presente l’ingegner Annino» e «aprire un dibattito in consiglio comunale». L’argomento verrà discusso nel consiglio di lunedì alle 21. (f.b.)
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