Il Tirreno

Grosseto

Riforma della sanità, l’Amiata non ci sta

di Fiora Bonelli
Riforma della sanità, l’Amiata non ci sta

Levata di scudi contro la Regione di fronte al consigliere Marras. «Si rischia di cancellare tutto quello che abbiamo costruito»

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CASTEL DEL PIANO. All’incontro che il capogruppo regionale Pd Leonardo Marras ha tenuto a Castel del Piano per parlare della nuova riforma sanitaria, di fronte al suo leit motiv «riorganizzare è bello e utile per i cittadini», ci sono state molte alzate di scudi. Voci criticissime che richiamavano la Regione a riforme più meditate e accorte nei confronti delle periferie. Perché se Leonardo Marras batteva l’accento sul concetto di «uguaglianza per tutti i cittadini per l’erogazione dei servizi, obiettivo primario di questa riforma», dalla platea arrivava invece un messaggio diverso e contrario e cioè che questa riforma toglie la voce proprio alle zone più periferiche a tutto vantaggio delle aree metropolitane.

«C’è una necessità di cambiamento riconosciuta ormai a tutti i livelli, come dimostra il dibattito pubblico su accorpamenti, fusioni, nuovi confini della gestione dei servizi. Così il ragionamento sui “nuovi distretti” riguarda tutte le politiche, non solo la sanità», ha spiegato Leonardo Marras. Per l’Amiata, quello dei distretti sanitari è un tema rovente, perché fino a oggi la montagna ne ha avuto uno suo, autonomo, con una sua Società della salute al servizio del comprensorio dell’Amiata grossetana. Un distretto su cui la Regione pare ormai aver messo la croce, se qualche cosa non si modificherà in itinere. Cosa che pare a tutti impossibile: «Grande preoccupazione per i nuovi assetti - ha detto il sindaco Claudio Franci che è anche presidente della Sds - le riforme avvengono tutte con pesanti rotture. In sanità questo è successo tante volte e il brutto è che per inseguire le riforme, si bruciano risultati di anni e anni di impegno. Noi abbiamo fatto percorsi virtuosi, per l’adeguamento dell’ospedale, per l’organizzazione del sociale. Abbiamo avuto il coraggio di provare strade nuove, con la convinzione che ci sarebbe stato riconosciuto l’obiettivo raggiunto. E adesso? Si cancella tutto e coi soliti criteri che si basano sui numeri, la partita del distretto è persa. Eppure non ci sentiamo marginali, piuttosto innovativi e coraggiosi. Bisognerebbe che la Regione prima di imporci di ricominciare tutto daccapo e di cancellare il distretto che ci spetta per il lavoro fatto, valutasse le conseguenze delle sue decisioni».

Sulla stessa linea critica anche la posizione del coordinatore Pd Amiata Alberto Coppi e di Franco Ulivieri, ex sindaco di Castel del Piano, il quale senza peli sulla lingua ha detto duramente: «Questa riforma per l’Amiata è dirompente. Eravamo una volta Asl 32 Amiata, autonomi, poi passammo sotto la Asl 9 e adesso con questa riforma e l’area vasta Asl 28 - spiega - siamo spazzati via. Ci vuole una battaglia su tutto questo, per ricalibrare la legge. Ci viene tolta ogni possibilità di governance del territorio e non si conta più nulla. La sanità ci appartiene come territorio storicamente, soprattutto appartiene a Castel del Piano. Rivendico a gran voce un metodo decisionale più democratico», ha chiuso.

Sulla stessa scia anche l’intervento del sindaco di Arcidosso Jacopo Marini che ha allargato il ragionamento fatto dai suoi colleghi presenti all’incontro.

«Questa necessità di aggregazione che investe tutta la nazione e la Toscana, la spinta alle fusioni, ad esempio, mette a rischio la sopravvivenza stessa dei nostri comuni, martorizzati a vantaggio delle aree metropolitane - spiega il primo cittadino - Ci spingono alle fusioni cancellando i nostri sforzi per costruire l’Unione, accogliamo, in sanità, le proposte di innovazione della regione e le conseguiamo con coraggio e adesso viene tolto via il distretto. Faremo dunque la nostra battaglia e proveremo a riallacciare i rapporti con l’Amiata senese». Levata di scudi, quindi, contro una riforma che sull’Amiata non piace per niente perché rischia di spogliare il territorio dai servizi sanitari principali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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