Il Tirreno

Grosseto

Raccolta differenziata Ultimi in Toscana

di Francesca Ferri
Raccolta differenziata Ultimi in Toscana

La provincia di Grosseto non arriva nemmeno al 30%

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GROSSETO. Che la provincia di Grosseto fosse il fanalino di coda in Toscana per la raccolta differenziata dei rifiuti non è una novità. Gli ultimi dati sull’andamento del 2014, raccolti dall’Agenzia Regionale recupero risorse (Arrr) e analizzati e divulgati da Arpat, però, sono ancora più sconfortanti che in passato. Non solo la provincia di Grosseto è quella con la percentuale di raccolta differenziata più bassa, ferma al 28,97 per cento (contro il 52,92 di Firenze), ma dei dodici comuni maglia nera in Toscana, dove cioè si differenzia meno del 15% dei rifiuti, la metà sono in provincia di Grosseto.

Di male in peggio. Tutta la Toscana ha registrato nel 2014 un peggioramento della raccolta differenziata. Se nel 2013 il 45,53% dei rifiuti veniva differenziato, quindi recuperato, riciclato e rivenduto come materia prima, con tutti gli effetti positivi sull’ambiente e sui costi (il ricavo della vendita delle materie prime serve a coprire le spese della raccolta e del trattamento dei rifiuti), nel 2014 la percentuale di differenziata è scesa al 44,5%. In controtendenza con le pratiche virtuose, inoltre, è anche aumentata la produzione pro capite dei rifiuti urbani. Se i toscani passano da 598 chilogrammi pro capite del 2013 ai 603 dell’anno scorso, i grossetani nel 2014 hanno prodotto 637 chilogrammi a testa, contro i 636 del 2013.

Ultimi negli ultimi due anni. A tre anni dalla scadenza del 2012, quando, secondo la legge 152 del 2006, si sarebbe dovuta avere una raccolta differenziata al 65%, la provincia di Grosseto non è nemmeno a metà strada. Come già accennato nel 2014 la raccolta differenziata è al 28,97%, praticamente stabile rispetto all’anno precedente (28,83%). E infatti anche quest’anno siamo in fondo alla classifica. Quel che colpisce, però, è che mentre Livorno, nostro “compagno di sventura” due anni fa, in dodici mesi ha migliorato la raccolta di quasi due punti percentuali, noi siamo rimasti al palo. Un dato che fa riflettere, questo, anche perché – sempre secondo la legge – fra cinque anni la raccolta differenziata deve arrivare al 70%. Ce la faremo a recuperare?

C’è comune e comune. Va detto che, entrando nel dettaglio della provincia di Grosseto, si trovano situazioni diverse. Prima di addentrarsi nei dati, una precisazione. Le percentuali di seguito riportate sono quelle riferite alla raccolta differenziata effettiva, la stessa presa come riferimento dall’Arpat; esiste poi la differenzia cosiddetta certificata, che comprende anche spazzamento e altri coefficenti, e che, in generale, rispetto ai valori effettivi presenta percentuali tendenzialmente più alte.

Chi sale e chi scende. Dunque, quanto a raccolta effettiva Magliano si conferma l’unico dei 28 comuni che ha raggiunto, e superato, l’obiettivo del 65% di differenziata. Anche nel comune più virtuoso, però, la situazione scricchiola. Dal 2013 al 2014 Magliano ha infatti perso il 3,7% di differenziata, con un tonfo dal 70,29 al 66,59%. Peggiorano anche Semproniano, che passa da un già misero 17,18 a uno striminzito 10,67 (-6,51) e Monte Argentario (-3,81). Ci sono poi comuni che si stanno evidentemente sforzando per migliorare e i risultati si vedono, come a Civitella Paganico (+9,63%), Monterotondo Marittimo (+7,19), Roccastrada (+4,84), anche se la percentuale di differenziata raccolta resta insoddisfacente anche qui. Anche il capoluogo, Grosseto, guadagna un paio di punti, rimanendo però fermo a un misero 34,26% di raccolta effettiva.

Quella sporca (mezza) dozzina. Un dato su tutti fa impressione a livello regionale. Dei dodici comuni che fanno peggio in assoluto – cioè dove la raccolta differenziata effettiva è meno del 15% – ben sei sono grossetani: Roccalbegna (7,54%), Orbetello (8,38), Semproniano (10,67), Capalbio (11,70), Campagnatico (12,52) e Seggiano (14,28). Una situazione preoccupante, sia per l’ambiente sia per le tasche dei cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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