Proteste
Il nuovo codice degli appalti farà le pulci a sindaci e dirigenti
GROSSETO. Amministratori pubblici – da Monterotondo a Capalbio, da Massa Marittima a Grosseto – attenzione: se volete affidare opere, d’ora in poi dovrete dimostrare competenza: voi e i vostri...
GROSSETO. Amministratori pubblici – da Monterotondo a Capalbio, da Massa Marittima a Grosseto – attenzione: se volete affidare opere, d’ora in poi dovrete dimostrare competenza: voi e i vostri dirigenti e funzionari. Non siete all’altezza dell’incombenza? Rimarrete con un pugno di mosche in mano (nel migliore dei casi). Arriva il nuovo codice degli appalti e si cambia. Da giugno, stando a quanto prevede il ministro delle Infrastrutture Delrio. La parole d’ordine è: semplificare. Non solo le procedure ma anche il modo in cui la legge è scritta. Nelle pieghe di una norma oscura, ambigua, complicata trova humus per il proprio business l’imprenditore corrotto; ma trova la culla ideale per la propria nullafacenza anche il funzionario pubblico poco zelante.
La Riforma degli appalti è legge e innesca un sistema di aspettative non da poco per imprenditori e artigiani: anche in Maremma. Il mondo della piccola e media impresa locale ci ha messo il naso dentro venerdì 27 novembre 2015, ieri, grazie a un relatore non qualunque – Michele Corradino, componente dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione – ospite di Cna. Ecco le principali novità dettagliate dal consigliere di stato nel corso dell’incontro nella sede di via Birmania.
Il nuovo codice stabilisce il principio della “qualificazione” delle stazioni appaltati. Ad esempio, se tu Comune vuoi bandire una gara, devi dimostrare di essere all’altezza di farlo. La Pubblica Amministrazione del resto sbaglia spesso: «In Italia – dice Corradino – abbiamo il più alto livello d’Europa degli annullamenti da parte dei giudici». «Non sarà più chiesto solo alle imprese di essere all’altezza». Sarà l’ora che la Pa smetta di progettare e ricominci a programmare: quando progetta fa obbrobri, vedi varianti costosissime in corso d’opera, anche per quel patto scellerato che a volte si stringe tra mondo politici-amministratori e imprenditori.
I commissari di gara verranno “estratti” da un albo in base alle loro competenze.
Stop alle deroghe, nate come eccezione – per far fronte alle “somme urgenze” causate da alluvioni e terremoti – e diventate la regola ogni volta che spunta una grande opera oppure quando si deve fare alla svelta. Si torna alle origini e ad essere si potrà ricorrere solo in caso di calamità naturale.
Altra novità non da poco: l’Anac potrà finalmente dichiarare illegittimo un affidamento e l’Amministrazione non potrà più infischiarsene perché l’Autorità contro la corruzione avrà il potere di bloccare la gara. (g.m.)
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