Attenzione
Alluvione 2008, imprenditore prosciolto
Era accusato di non aver fatto aprire una chiusa e di aver omesso la manutenzione del fosso
SCARLINO. Il fatto non sussiste. Anche se con la formula dubitativa del secondo comma dell’articolo 530 del Codice penale, Lauro Buoro, 52 anni, cittadino svizzero abitante a Oderzo, presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato della fattoria Camporotondo, imprenditore industriale e agricolo, è stato prosciolto.
Prosciolto dall’accusa di delitto colposo di danno: era imputato di aver omesso la corretta tenuta del fosso Alioppa e di non aver aperto la chiusa del bacino artificiale sito nell'azienda da lui amministrata. Un episodio che era stato alla base del fascicolo aperto dopo l’alluvione del 5 dicembre 2008, che aveva devastato alcune zone intorno a Scarlino.
In venticinque, più il Comune di Scarlino, più due condomìni, assistiti dagli avvocati Santi Laurini e Zuccaro, avevano effettuato una sorta di inchiesta privata nel marzo 2009, individuando quella che a loro giudizio era la causa della montagna di acqua che si era riversata nell'abitato di Scarlino scalo: una paratìa rimasta chiusa e un manufatto in cemento armato, entrambi posti sul percorso di un canale di bonifica. Quel giorno - erano le 13,45 di un venerdì in cui il maltempo aveva imperversato in tutta la provincia - mezzo paese era finito allagato. Una montagna di acqua piovana che, secondo la ricostruzione, era fuoriuscita dal canale Alioppa (a nord dell'abitato), aveva inondato una vigna adiacente e, imboccato un fossato, era arrivata fino all'Aurelia, aveva creato un lago, aveva scavalcato la strada e si era abbattuta sulle abitazioni più vicine. In taluni casi il livello sarebbe stato ben superiore al metro.
Sono servite numerose udienze per far luce sul caso. Il difensore Michele Costa aveva chiamato in ausilio tre consulenti: un ingegnere idraulico, un agronomo, un topografo. Tutti e tre avevano escluso che l’argine fosse stato abbandonato. I testimoni, chiamati in aula sempre dalla difesa, avevano sostenuto che la chiusa del bacino era stata aperta. Una versione confermata anche dal sorvegliante idraulico. Alla discussione, il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha chiesto egli stesso l’assoluzione; una richiesta accolta dal giudice Sergio Compagnucci, che si è riservato il deposito delle motivazioni entro due mesi. Buoro è intervenuto a una delle numerose udienze: non era presente all’udienza finale.
(p.s.)
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