Finanza
L’Esercito dona il sangue per l’Avis
L’associazione ha perso 47 persone nell’ultimo anno, interviene il Savoia
GROSSETO. Donazioni di sangue in leggero calo. È questo il dato che emerge dall’Avis nel confronto tra i primi dieci mesi dell’anno rapportati a quelli del 2014. In totale si sono perse 47 unità, ma nel complesso la provincia di Grosseto ha tenuto rispetto al calo complessivo.
Certo, ci sono stati momenti critici, come quello estivo che tradizionalmente manda sempre in sofferenza il comparto delle donazioni. Per ottenere un dato in linea con il 2014, negli ultimi due mesi dell’anno, ovvero novembre che sta per finire e dicembre, mancano all’appello 2.200 donazioni.
Una distanza non semplice da colmare, ma neanche improbabile, anche perché a sostegno dell’Avis, interviene l’Esercito con i militari del reggimento Savoia Cavalleria. Una stretta collaborazione che si rinnova, con un impegno costante.
«Ci sentiamo parte integrante della città di Grosseto ormai da venti anni – spiega il colonnello Aurelio Tassi, comandante del reggimento Savoia Cavalleria – Farne parte, per noi, significa dare un'espressione di sicurezza, ma essere anche cittadini al servizio della comunità. Sono qua da poco più di tre mesi, ma sento di essere già parte integrante di questa gente di Maremma che ti fa sentire il suo calore. Abbiamo portato circa 200 unità a donare sangue, sono numeri che da comandante mi inorgogliscono, perché anche questo significa servire la comunità e rendersi partecipi».
La collaborazione si rinnova, quindi, e al tempo stesso dà anche un segnale importante. «A livello toscano – aggiunge Carlo Sestini, presidente provinciale di Avis – questo è stato il primo esempio di collaborazione con le forze armate. Per noi è un aspetto determinante perché abbiamo avuto, in questo anno, momenti di crisi, soprattutto nel periodo estivo. Questo tipo di collaborazione ci permette di ovviare alle carenze, mentre per gli stessi militari, donare il sangue, è anche ragione di controllo sulla salute».
Il feeling tra Avis e Savoia Cavalleria parte da lontano. «C’è da ringraziare l’attuale comandante per aver voluto dare continuità alla donazione – dice Erminio Ercolani, presidente comunale dell’Avis – Non era scontato, anche perché questo è un accordo che si rinnova tra noi e l’esercito, ma interessa anche l’Asl».
Lorenzo Falconi
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