Il Tirreno

Grosseto

Furto alla Motorizzazione patenti straniere nel mirino

di Francesca Gori
Furto alla Motorizzazione patenti straniere nel mirino

Ancora non è pronto l’inventario dei documenti e delle targhe che sono stati rubati I cavi dell’impianto di allarme erano stati tagliati il giorno prima del raid

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GROSSETO. L’inventario ancora non è pronto per essere consegnato ai carabinieri ma i dipendenti della Motorizzazione civile sono al lavoro per verificare tutto quello che manca da quelle stanze. Ci vorrà almeno un altro giorno prima di capire se e quante targhe sono state portate via, così come le patenti.

I ladri sono andati praticamente a colpo sicuro. Non sono riusciti ad aprire l’armadio blindato che c’è al pianterreno, ma hanno divelto le ante dei due armadietti che si trovano al primo piano della sede di via Teano.

«I danni ammontano a diverse migliaia di euro - dice il direttore della Motorizzazione Lorenzo Loreto - soprattutto per quanto riguarda gli armadi blindati che devono essere sistemati». Chi ha messo a segno quel colpo, nella notte tra martedì e mercoledì, aveva studiato tutto nei minimi dettagli. Martedì infatti era arrivata una segnalazione dall’impianto di allarme all’istituto di vigilanza, ma quando le guardie giurate sono intervenute non hanno trovato nulla. L’impianto però era stato manomesso e i fili sono stati trovati tagliati.

Alle porte d’ingresso alla struttura non c’era alcun segno di effrazione. I ladri potrebbero essere entrati quando gli uffici erano ancora aperti, potrebbero essersi nascosti e, una volta disattivato l’allarme, potrebbero aver deciso di aspettare il momento giusto per entrare in azione.

Tra i documenti che la Motorizzazione sta controllando, ci sono le patenti straniere che devono essere convertite qui in italia. Di quelle, ne mancherebbero diverse. «Quando facciamo la conversione di quelle patenti - spiega Loreto - dobbiamo mandare le comunicazioni con i dati alle ambasciate o ai consolati dei Paesi che le hanno emesse. Qualcuno potrebbe aver avuto interesse a far sparire quelle patenti». Ma sono solo ipotesi queste.

Prima di avere una spiegazione su quello che è successo in via Teano e sul perché di quell’incursione, passerà ancora qualche giorno. Qualche anno fa alla Motorizzazione civile furono rubati documenti sui quali erano già state messe le marche da bollo. «In quel caso lo scopo del furto fu subito chiaro - aggiunge Loreto - perché quelle marche valevano diversi milioni e potevano essere rivendute. Ma questa volta è diverso».

Alla Motorizzazione non ci sono nemmeno telecamere di videosorveglianza che possano aver ripreso i ladri in azione. «Ne avevamo alcune nella sala degli esami - ricorda il direttore - ma i sindacati fecero ricorso e fummo costretti a toglierle. Ci sono problemi con la legge sulla privacy dei dipendenti, ma certo, se ci fossero state ci avrebbero forse potuti aiutare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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