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Animali senza cure Cercasi veterinario
Giglio, dopo la morte del gatto monta la protesta sui servizi Ortelli: «Solo un medico privato può risolvere il problema»
ISOLA DEL GIGLIO. «Veterinari cercansi». La morte del micio randagio, avvenuta martedì nella clinica della Costa d’Argento a Orbetello, ha fatto riemergere una mancanza già palesata la scorsa estate con il decesso, per attacco cardiaco, di Camilla.
In quel caso i padroni della cagnolina chiamarono i soccorsi, ma non c’era alcun veterinario sull’isola del Giglio. Non è possibile sapere se il gattino, appartenente a una delle colonie feline isolane, sarebbe riuscito a sopravvivere anche con cure tempestive. Troppo gravi le ustioni riportate sul corpo, dovute a sostanze chimiche o ad acqua bollente. Difficile anche individuare i responsabili di un simile gesto a una creatura indifesa.
Per quanto riguarda il primo soccorso, però, il sindaco Sergio Ortelli ha già chiarito che mancano le risorse per aprire un ambulatorio. «Ci vorrebbe un veterinario privato - spiega - che si sobbarchi l’onere di gestire una clinica, perché noi non ci possiamo permettere di rimediare. Noi facciamo il possibile con quello che abbiamo. Le isole purtroppo spesso vivono di penalizzazioni. Io poi sono dalla parte degli animali, ho un cagnolino e anche io sono costretto a portarlo sulla terraferma per le cure veterinarie».
Ma si può pensare a una convenzione per avere contributi dalla Regione o dalla Asl, magari chiedendo fondi per l’affitto di un locale?
«Purtroppo non è possibile - aggiunge Ortelli - Ho già chiesto all’Asl che però non è competente in materia e non ha obblighi di istituire in veterinario. Noi siamo convenzionati con il comune di Monte Argentario, chi ha bisogno deve andare con il traghetto. Non abbiamo modo di fare un centro veterinario. Io sono molto sensibile su questo tema, però più che fare una convenzione non possiamo fare».
Alcuni lettori chiamano a gran voce la presenza di un veterinario sull’isola: «Già di per sé è vergognoso che gli animali siano abbandonati e debbano vivere randagi, ma alla fine del 2015 non avere al Giglio un veterinario è assurdo».
«Il veterinario lo paga il proprietario dell’animale, è grave che non esista un ambulatorio». E c’è anche chi dice che, specie d’estate, la presenza degli animali al Giglio è grande. Qualcun altro non è d’accordo.
E c’è chi, forse per sdrammatizzare, dice che «la colpa è di Schettino».
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