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Il consiglio non s’ha da fare È la quarta fumata nera

MASSA MARITTIMA. Più facile far sposare Renzo e Lucia che discutere le interrogazioni a Massa Marittima, dove per ben quattro volte è stata convocata l’assise e per quattro volte non è stato...

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Più facile far sposare Renzo e Lucia che discutere le interrogazioni a Massa Marittima, dove per ben quattro volte è stata convocata l’assise e per quattro volte non è stato raggiunto il numero legale per convalidare la seduta.

Una volta manca la maggioranza, un’altra le opposizioni. Ieri mattina il copione si è ripetuto nuovamente, anche se all’inizio i membri per poter dare il via alla seduta c’erano: erano in cinque in tutto, ma vedendo che solo due erano della maggioranza (più il sindaco), il consigliere di Massa Comune Gabriele Galeotti ha fatto mettere a verbale che si trattava di «una pagliacciata» e poi se n’è andato, facendo di nuovo saltare il consiglio comunale.

«Il consiglio, seppure in seconda convocazione, avrebbe potuto tenersi lo stesso – tuona Galeotti -Dopo aver fatto mettere a verbale di ritenere una pagliacciata il comportamento di coloro che hanno disertato le ultime quattro convocazioni del consiglio, me ne sono andato io».

Il punto su cui preme il consigliere d’opposizione, firmatario di quasi tutte le interrogazioni che dovevano essere discusse, basa la sua protesta sulla rappresentatività: «Così come io avanzo le mie istanze rappresentando il 37,5 per cento dei Massetani, costoro hanno il dovere di presenziare al dibattimento, ascoltando la mia esposizione, la risposta del Sindaco e le mie dichiarazioni finali in rappresentanza dei propri elettori».

Attraverso una nota diffusa nel pomeriggio, anche l’amministrazione ripercorre quanto accaduto ieri mattina in sala Norma Parenti.

«Galeotti ha abbandonato l’aula, dichiarando che la platea non era abbastanza numerosa per la discussione delle interrogazioni da lui presentate al sindaco. “Ne riparleremo –ha aggiunto- quanto la platea sarà adeguata”. Nella stessa nota, quello che gli ha risposto il sindaco Marcello Giuntini.

«Non posso certo obbligare tutti i consiglieri ad essere presenti ad un’assemblea in cui si trattano peraltro risposte ad interrogazioni indirizzate, dal consigliere della lista civica, esclusivamente a me. E quello che conta - ha detto in aula rivolgendosi a Galeotti- è che questa seduta è valida e legittima, ha il numero legale, nonostante l’ennesima mancanza anche di metà della minoranza, quindi se lei si alza e se ne va si prende tutta la responsabilità del suo gesto». (a.f.)

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