Il Tirreno

Grosseto

Giovani a lezione di legalità

di Stefano Fabbroni
Giovani a lezione di legalità

Frodi alimentari e contraffazione, Ascom sollecita il dibattito tra gli studenti

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GROSSETO. Tutti insieme contro l’illegalità: come? Riflettendo su alcuni temi cruciali con il contributo degli studenti delle scuole cittadine che prima si sono documentati. È stato questo il senso di un convegno svolto nella sala Pegaso di Palazzo Aldobrandeschi a Grosseto, per la giornata nazionale di mobilitazione “Legalità, mi piace”.

Imprenditori, forze dell’ordine e alunni di tre istituti superiori grossetani si sono riuniti per parlare di frodi alimentari e contraffazioni nel mondo della moda e abusivismo nelle professioni. Questi reati, questi abusi della norma sono stati al centro di un intenso lavoro di ricerca svolto in tre scuole cittadine. E ieri gli studenti si sono dimostrati attenti e informati su cause e conseguenze dell’illegalità come vere e proprie “sentinelle della legalità”.

L’Ascom ha organizzato la giornata. Vediamo il primo caso, quello delle frodi alimentari: tre studenti dell'Istituto statale Leopoldo II di Lorena hanno dipinto il quadro. «Ci vorrebbero norme e sanzioni più dure – dicono Chiara, Giuseppe e Riccardo – insieme a dei controlli più efficaci perché un prodotto di cui non è chiara la provenienza e con etichette fasulle potrebbe comportare conseguenze sulla nostra salute». Un esempio “di scuola” citato durante la discussione ha riguardato l’olio extravergine d’oliva, al centro di numerosi e recenti dibattiti: si è parlato della sua provenienza e dei possibili danni che la mancata tracciabilità delle olive potrebbe provocare sulla salute. «Non c’è è trasparenza –sottolinea Alessandro Barbagli, imprenditore della ristorazione, per conto di Ascom –perchè oggi è il marketing che guida le strategie di vendita dei beni alimentari».

Identico interesse lo ha suscitato il secondo tema: la contraffazione nella moda affrontato in parallelo all’abusivismo delle professioni. «Dobbiamo contrastare la chiusura di esercizi locali – spiegano Niccolò e Rachele, studenti del Polo liceale Aldi di Grosseto – per far posto a imprenditori senza scrupoli», italiano o stranieri che siano « che mirano al guadagno illecito».

Si tratta di una presa di coscienza già matura, quella degli studenti, che tracciano un inquietante specchio della situazione.

«Dico ai ragazzi di non alimentare il mercato contraffatto – dice Donella Bellucci, nota imprenditrice grossetana e presidente di Federmoda Grosseto – spesso presente nelle spiagge e ai marciapiedi della città e di acquistare occhiali e vestiti solo nei negozi. Inoltre rivolgo un appello per rivalutare, affinchè non muoiano, gli esercizi commerciali di Grosseto».

A questi contenuti ha fatto eco il comandante provinciale della guardia di finanza, il colonnello Massimiliano Giua, che ha precisato come la contraffazione non sia legata tanto alla criminalità organizzata quanto a un riciclaggio e a un reinvestimento ciclico del denaro “sporco” in altre attività.

Le conclusioni del dibattito con i ragazzi dell'istituto tecnico commerciale Fossombroni sono state affidate al presidente provinciale di Fimaa (Federazione mediatori agenti d'affari) ai comandanti provinciali dei carabinieri, Vincenzo Tedeschi, della polizia municipale, Felice Carullo e della guardia costiera di Marina di Grosseto, Andrea Porzio.

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