Il Tirreno

Grosseto

Due concerti rock per salvare la basilica

di Francesca Ferri
Due concerti rock per salvare la basilica

Il Sacro Cuore ha bisogno di lavori di restauro: sei gruppi salgono sul palco per raccogliere fondi

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GROSSETO. Chi ha detto che il rock è una musica dannata? Per due serate a Grosseto il rock sale sul palco per aiutare a raccogliere i fondi per restaurare la basilica del Sacro Cuore, dove di recente si è staccato l’intonaco, il tetto fa acqua e urgono importanti e costosi lavori.

Al momento la chiesa è in sicurezza ed è aperta, ma sulle teste dei fedeli è tesa una rete di protezione per contenere eventuali calcinacci. Per risistemare il soffitto e l’intera struttura la parrocchia deve metter mano al portafoglio e tirare fuori decine di migliaia di euro. Ma i soldi non ci sono.

Per questo scendono in campo, anzi salgono sul palco, le leve più fresche della comunità parrocchiale, i ragazzi che al Sacro Cuore suonano grazie all’associazione Stop e dintorni. L’associazione ha infatti deciso di organizzare due serate, sabato 28 novembre e venerdì 4 dicembre, per raccogliere fondi a suon di rock. «Da anni la nostra associazione ha sede al Sacro Cuore – spiega Alberto Guazzi, fondatore e anima di Stop e dintorni – e si occupa di promozione e diffusione della musica». Il nome nasce dagli Stop, nati nel 1979 e capitanati da Guazzi, un gruppo pop, rock, blues storico nel panorama grossetano.

«L’idea di una doppia serata nasce un po’ per raccogliere fondi per sostenere le spese per la basilica – spiega ancora Guazzi – un po’ per dare spazio ai nostri ragazzi. E un po’ anche per restituire al salone della parrocchia, ultimamente usato come palestra, il suo originale utilizzo sin dagli anni Sessanta, cioè una sala dove si faceva musica».

La serata di sabato 28 è tutta dedicata ai ragazzi, con quattro gruppi di under 18, mentre il 4 salgono sul palco due gruppi di musicisti di lungo corso. «Tutti suoneranno gratis – spiega Guazzi – mentre i volontari della parrocchia prepareranno il cibo per la paninoteca che sarà allestita sabato e per la cena di venerdì e il cui ricavato andrà alla parrocchia».

Insomma, altro che rock diabolico, altro che chitarre sfasciate sugli amplificatori. «Niente di tutto questo – sorride Guazzi, mentre si prepara a mettersi al mixer – Il rock ha molte sfaccettature e quella che ci interessa è il suo potere di aggregare le persone».

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