Il Tirreno

Grosseto

Dialoghi e pièce teatrali per dire no alla violenza

di Gabriele Baldanzi

Riflettori accesi sulla giornata internazionale delle “scarpette rosse” Roccastrada promuove spettacoli, il Pd provinciale invita alla riflessione

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GROSSETO. Ieri, 25 novembre, è stata la giornata contro la violenza sulle donne. Una data simbolo che rievoca quanto successe nel 1960 nella Repubblica Dominicana ai tempi del dittatore Trujillo: tre sorelle, di cognome Mirabal, furono torturate, massacrate e strangolate perché considerate rivoluzionarie.

Roccastrada. Qui uno spettacolo teatrale e un momento di riflessione hanno cercato di tenere alta l’attenzione sul tema della violenza sulle donne coinvolgendo istituzioni, associazioni e cittadini. Hanno partecipato fra gli altri Andrea Bernetti, psicoterapeuta del Cam, Centro ascolto uomini maltrattanti, e Claudia Musolesi, storica dei Movimenti femminili, insieme ai promotori dell'iniziativa. «Nel corso degli anni - dice il sindaco roccastradino Francesco Limatola - sono cresciuti l’impegno e il ruolo di diverse associazioni che difendono i diritti individuali e delle donne, aiutandole a denunciare le violenze e a reagire. A queste realtà sociali va un sentito ringraziamento per il lavoro che svolgono spesso in maniera volontaria, come nel caso del Mandorlo di Giuncarico che ha promosso insieme alla sezione soci dell’Unicoop Tirreno la doppia iniziativa a Ribolla stimolando una riflessione». Nei prossimi giorni il Comune di Roccastrada saluterà anche la nascita della commissione consiliare per le Pari opportunità «sulla quale sta lavorando la consigliera comunale Stefania Pacciani, coadiuvata dagli assessori Chiara Mori e Sara Pericci. La commissione lavorerà per favorire pari dignità fra i generi andando oltre ogni forma di discriminazione e promuovendo iniziative sociali e culturali di diversa tipologia. L’obiettivo sarà coinvolgere la comunità attraverso scuola, lavoro, politica, associazionismo, sanità e servizi».

Marco Simiani (Pd). «Ci sono domande che alcune persone si pongono, altri le evitano - è la riflessione del segretario provinciale Pd - Le domande sono un’apertura, non parlano solo a se stessi. La violenza è invece un giudizio senza domande, è un se stesso elevato al ruolo di portatore di un credo non dialogante. Mi pongo domande nel giorno delle scarpette rosse, le pongo a me stesso perché credo nella capacità di crescita dell’umanità, credo in un mondo che impara quotidianamente a piccoli ma pesanti passi. Io desidero apprendere il modo migliore di essere umano. Oggi è un altro passo in avanti verso il futuro. Gli strumenti del cambiamento sono dentro di noi, nelle risposte che diamo e nel modello che offriamo ai nostri figli».

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