Sicurezza
Canti e tradizione conquistano l’Eden
Esordio entusiasmante a Grosseto per il Festival della musica popolare in occasione della Festa della Toscana
GROSSETO. “Sol per te Maremma questa canzone va”. Sono state le note di “O mite terra” intonate dalla squadra dell’Ottava Zona ad aprire ieri pomeriggio alla sala Eden il raduno dei cori maremmani promosso dall’Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana in collaborazione con l’associazione di promozione culturale Alcedo.
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Un evento in sé perché tradizionalmente sono altre le occasioni in cui si può assistere all’esibizione di questi cori (dai canti del maggio alle befanate) ma anche perché con questo festival della musica popolare andato avanti fino a tardi ieri sera comincia un percorso più articolato dedicato al folk di casa nostra (e non solo) con iniziative che saranno ospitate nei prossimi mesi allo Spazio 72 del circolo Arci Khorakhanè.
A introdurre i cori e i brani scelti per il festival Paolo Nardini dell’Archivio. «Ringrazio i cori – ha detto Nardini – perché io ho lanciato il sasso proponendo l’idea di questo raduno ma poi sono loro che ci hanno dato la forza per organizzare tutto questo».
La maratona è cominciata con alcuni classici del repertorio maremmano, come i brani proposti dall’Ottava Zona, dal Gruppo San Rocco e dal Coro degli Etruschi che ha avuto in Morbello Vergari il suo fondatore e ha scelto “Vien la primavera” per celebrare il tema dei diritti del lavoro.
Il festival si inserisce infatti nelle annuali celebrazioni della Festa della Toscana e focalizza l’attenzione sul tema del lavoro e dei diritti umani dalla Toscana dei Lorena a oggi.
Poi l’ingresso del Coro delle Donne di Magliano diretto da Carla Baldini che ha toccato tutte le corde, dal divertimento con “La mamma ‘n vole” alla riflessione con la canzone “Son l’alluvione” musicata dalla Baldini su testo di Massimo Ciani. Potente anche l’interpretazione del trio Melani Quatraro Imperio che ha portato un po’ di Napoli nel cuore del folk maremmano con “Jesce sole”, la prima canzone della storia della musica partenopea, e “Cicerenella”.
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I Rosolacci hanno interpretato un canto di lavoro, “La cantilena delle saline”, mentre i Briganti di Maremma hanno scelto “La Violina”, storia di una figlia che si ribella alla figura paterna. E poi ancora il Coro dei Minatori di Santa Fiora, il duo formato da Francesca Giorgi e Patrizio Piccioni e il nuovo progetto del Collettivo Bianciardi.
A raccontare uno spaccato della vecchia Maremma anche una performance di danza delle piccole ginnaste della Società Grifone diretta da Rossella Marconi. Durante la serata sono state raccolte offerte per la Fondazione Il Sole.
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