La manifestazione
Sulle tracce della comunità ebraica dimenticata
Nel Cinquecento nel cuore del borgo era una presenza forte e ben accetta. Poi l’odio e la scomparsa
di ALFREDO FAETTI
Non sarà Pitigliano, non una nuova Piccola Gerusalemme. Eppure anche qua, tra i vicoli che si snodano al cospetto della Rocca Pisana, ci sono tracce giudaiche. Le tracce materiali, come simboli o luoghi di raccolta, sono state cancellate secoli fa dalle fronde papali più estreme, eppure qualcosa a Scarlino è rimasto. In paese circola la novella dell’ebreo errante, per esempio; e ci sono anche segni di toponimi locali, come il fontino degli ebrei. Inoltre, c’è quello studio dello storico Michele Luzzatti della seconda metà del Novecento, che testimonia con assoluta certezza la presenza di una comunità israelita nel borgo per quasi due secoli.
Ed è proprio da questo studio che esperti universitari vogliono ripartire per ricostruire con precisione quella pagina di storia della Scarlino ebraica.
I dati certi ad oggi sono pochi. Sappiamo che ci sono testimonianze della presenza di questa comunità almeno dal 1520 e che settant’anni dopo un vero e proprio tumulto antiebraico ne cancellò quasi del tutto l’esistenza. L’obiettivo è quindi ricostruire questa breve ma significativa storia, attraverso un progetto che vedrà coinvolti oltre al Comune di Scarlino, il centro interdipartimentale di Studi Ebraici dell’Università di Pisa e che sarà attuato sotto il coordinamento della rete documentaria integrata grossetana, settore archivistico, con capofila il Comune di Massa Marittima.
Non sarà comunque un lavoro semplice riscrivere questi capitoli, visto che gli elementi necessari sono nascosti in migliaia di fogli antichi, raccolti negli archivi storici scarlinesi, oggi custoditi a Grosseto, ma pronti a tornare a casa: «Abbiamo già approvato il progetto per riportare tutti i documenti a Scarlino», assicura l’assessore alla cultura, Arianna Picci.
Il primo passo quindi sarà il riordino dei materiali, cos’ì da renderli non solo disponibili per lo spoglio relativo a questo progetto, ma anche finalmente fruibili nell’archivio. In questa prospettiva, si prevede che i risultati del lavoro divengano per tutti consultabili attraverso la compilazione di un inventario cartaceo ed elettronico, che darebbe la possibilità di gettare finalmente luce su circa oltre cinquecento anni di storia scarlinese rimasti per lo più sconosciuti.
Tra questi, anche la pagina ebraica del paese. Una pagina data dall’essenza stessa di Scarlino in età medievale, quand’era l’ultima propaggine del Principato di Piombino, al confine con lo Stato Mediceo, ultimo fra i territori soggetti al vescovo di Grosseto. Un paese di frontiera, insomma, ben disposto ad accogliere tutte quelle minoranze che trovavano le porte chiuse negli Stati vicini, vista anche la politica piombinese dell’epoca rivolta all’incremento demografico del Principato. Così, al cospetto della Rocca Pisana, arrivarono non solo gli ebrei, ma ad esempio anche i corsi. Minuscole comunità che trovarono spazio nel borgo, costruendosi una propria realtà.
Compresi ghetti e sinagoghe? Possibile, anche se tracce urbane di questo genere non ce ne s. ono più. La storia ebraica scarlinese infatti ad oggi è molto frastagliata. Per garantire l’ospitalità alla comunità giudaica si rese necessario l’intervento diretto nel 1586 del vescovo di Grosseto, che fece affiggere alla porta della chiesa le ordinanze restrittive nei confronti della comunità ebraica contenute nella bolla di Papa Pio V del 1566, fino allora ignorate, dalle autorità civili, religiose e soprattutto della popolazione. All’iniziale accoglienza che aveva reso possibile il relativo benessere della comunità fecero quindi da contraltare odio, inutili paure e poco nobili invidie che sfociarono in un tumulto antiebraico nel 1591. Da lì inizio l’epilogo di questa pagina scarlinese, anche se ci sono testimonianze della presenza ebraica fino agli inizi del 1700, quando le tracce, comprese quelle urbane, furono cancellate del tutto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
