Il Tirreno

Grosseto

Ora è vietato bere «l’acqua della salute»

di Gabriele Baldanzi
Ora è vietato bere «l’acqua della salute»

Sorpresa a Roccatederighi dopo che l’Asl ha apposto il cartello sulla Fonte del Sambuco, da sempre ritenuta potabile

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ROCCATEDERIGHI. Da sempre, da quando il più vecchio del paese era un bimbo con i pantaloni corti e quella strada in salita era poco più di una mulattiera diretta sulla cima del Sassoforte, la Fonte del Sambuco offre a chi passa, ai rocchigiani e agli ospiti, acqua chiara e fresca. Acqua di sorgente. Estate e inverno. Durante le stagioni siccitose e, in egual misura, nei periodi di elevata piovosità.

Chi almeno una volta è stato agli impianti sportivi di San Martino, sopra Roccatederighi, ci ha senz’altro bevuto bagnandosi la faccia e schizzandosi le scarpe. Vengono perfino da Grosseto, da Follonica, da Ribolla, a riempire le stagne e le bottiglie a questa cannellina. Qualcuno la chiama, scherzando, «l’acqua della salute». Sì, proprio come Brio Rocchetta. E in effetti, a memoria d’uomo, alla Rocca non c’è un solo abitante che rammenti un problema o un mal di pancia imputabile all’acqua di San Martino.

Si può immaginare, quindi, la sorpresa, nello scoprire - qualche giorno fa - un segnale oltremodo dissuasivo, apposto dall’amministrazione comunale di Roccastrada su precisa indicazione del Dipartimento della prevenzione dell’Asl 9. Un cartello in plastica che fa riferimento all’ordinanza del sindaco n° 9 del 2015 e che informa (in quattro lingue) che l’acqua della fontanina non è più potabile, ammesso che lo sia mai stata. In paese se ne discute da qualche giorno (ovviamente tutti continuano ad attingere come prima) e alla fine si è arrivati a scoprire la filiera di quel cartello, che certo non fa una buona pubblicità all’acqua che sgorga dalle viscere del monte Sassoforte. Tutto nasce da una serie di sopralluoghi compiuti a settembre dal personale dell’unità funzionale di igiene e sanità pubblica dell’Asl 9 (zona Colline Metallifere). Tecnici che hanno sorvegliato – si legge negli atti – alcuni punti di attingimento di acqua in diversi comuni della provincia.

Il problema è che l’acqua di sorgente, come tale, non è connessa ad alcun impianto di fornitura idrica gestito e controllato da Acquedotto del Fiora; di conseguenza l’acqua non è clorata , né sono mai state attivate procedure di verifica della sua qualità idro-potabile. Da qui - lo dice la legge - ne deriva la «non idoneità al consumo umano». Sentenza inappellabile. L’Asl 9 ha quindi intimato al Comune di Roccastrada di apporre dei cartelli che indichino – senza equivoco - la non potabilità delle fresche acque della Fonte del Sambuco.

Ma i rocchigiani non ci stanno a vedersi retrocedere “l’acqua della salute” ad acqua non buona. «Faremo le analisi, le faremo a nostre spese, e vediamo cosa dicono. Sembra di capire che l’acqua, se non è clorata, è da considerare pericolosa per la salute. Un’assurdità, visto che la beviamo da secoli…».

La legge, a dire il vero, esiste da tempo ma fino a oggi nessuno si era preoccupato di farla applicare. «Se a noi l’Asl invia una comunicazione segnalando la pericolosità nell’uso alimentare e potabile dell’acqua proveniente da questa fonte – spiega il responsabile del settore tecnico-ambientale del Comune di Roccastrada, il dottor Gilberto Nelli – è inevitabile che procediamo con un’ordinanza».

Nell’atto firmato dal sindaco si legge che «ricorrono situazioni di salvaguardia della salute pubblica e pertanto scatta il divieto di utilizzo ai fini potabili (ingestione anche indiretta) e alimentari dell’acqua attinta alla Fonte del Sambuco, posta in località San Martino di Roccatederighi».

Insomma, se cercate acqua di sorgente, non clorata, ora sapete cosa deve esserci scritto accanto alla fontana: non potabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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