Il Tirreno

Grosseto

Agenti municipali anche di notte

di Elisabetta Giorgi
Agenti municipali anche di notte

Mattarelli (Anvu): «Unire i comandi dei vari comuni per avere più uomini in strada. Bastano semplici delibere di giunta»

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GROSSETO. Troppi casi criminosi e pochi uomini in dotazione alle forze dell’ordine? Se c’è chi a Grosseto chiede di far intervenire l’Esercito, altri puntano a riorganizzare meglio ciò che c’è. La proposta arriva da Luciano Mattarelli, presidente nazionale Anvu, associazione professionale della polizia locale d’Italia, che lancia la proposta di migliorare la sicurezza pubblica impiegando gli agenti di polizia municipale anche in turno serale/notturno. Come? Per esempio «unendo i comandi della Municipale dei vari comuni» in modo da formare pattuglie miste di agenti che perlustrino il territorio. Bastano delibere di giunta - spiega Mattarelli - per impiegare al meglio (semplicemente riorganizzandoli senza gravare sui singoli territori) gli agenti municipali del territorio.

No all’Esercito. Premessa. C’è chi, come il comitato Uniti per una Maremma migliore, chiede da mesi l’utilizzo dell'Esercito (e giorni fa ha portato la raccolta firme dal prefetto). Per Mattarelli l’Esercito non può essere la soluzione, a parte il fatto che non è normativamente fattibile per i casi richiesti (furti nelle case). Tra l’altro «i militari in questione - spiega Mattarelli - non sono in possesso delle qualità di agente di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza e dunque non possono effettuare controlli di identità né controllare i veicoli, né tantomeno arrestare autori di reato eventualmente scoperti in flagranza. Ciò comporterebbe paradossalmente più pattuglie delle forze di polizia onde far fronte alle richieste di intervento arrivate dall’Esercito stesso». Dunque? Poiché è giusto ascoltare le richieste di aiuto arrivate dal basso e dai cittadini che chiedono sicurezza, ecco (dall’Anvu) una proposta “fattibile” che fa leva sull’esistente: impiegare la stessa Municipale per turni serali e notturni.

Riorganizzare la polizia locale. La proposta del presidente nazionale Anvu - inviata al prefetto e ai vertici provinciali delle forze dell’ordine - trae conforto anche da quanto succede in queste ore sull’Amiata dove sono sempre più forti le spinte di fusione tra i Comuni (non ultima la mozione del consigliere cinigianese Giovanni Barbagli che abbiamo pubblicato ieri). «La richiesta di questo consigliere - spiega Mattarelli - dimostra che c’è necessità di unire le forze». Ma anche uscendo dai perimetri della politica e dai contenitori istituzionali dei Comuni il discorso non cambia in tema di sicurezza, dove si possono (anche qui) fondere le energie per ottimizzare i servizi. «Sull'Amiata per esempio, se i cinque Comuni indicati dal consigliere unissero i loro comandi di polizia locale (Castel del Piano, Seggiano, Castell’Azzara, Arcidosso, Semproniano) potrebbero portare a creare una pattuglia di una quindicina di persone in grado di non gravare sui singoli comandi e coprire bene il territorio. Idem sulla costa: unendo le forze di Orbetello, Capalbio, Argentario e Magliano si potrebbe creare una pattuglia di circa 40 agenti. Ogni Comune potrebbe dare la disponibilità a svolgere insieme agli altri il servizio. Basta una delibera di giunta in ogni Comune per rendere fattibile il tutto, in stretto coordinamento tra la polizia locale e le altre forze dell’ordine. Il territorio sarebbe diviso a spicchi, pronto ad accogliere turni organizzati. E sarebbe a costo zero». Non fantascienza, in fondo.

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