Trasporti
Uva e vino a confronto. C’è un “format” per ogni raccolta
Il caporalato cambia pelle a secondo del tipo di commessa. Ci sono notevoli differenze tra il modello che viene applicato per la raccolta dell’uva rispetto a quello usato per la raccolta delle olive....
Il caporalato cambia pelle a secondo del tipo di commessa. Ci sono notevoli differenze tra il modello che viene applicato per la raccolta dell’uva rispetto a quello usato per la raccolta delle olive. Le differenze le mette a fuoco Claudio Renzetti, segretario generale della Camera del Lavoro (nella foto).
La percentuale massima di lavoro nero c’è nel segmento dell’uva, mentre per la raccolta delle olive si parla piuttosto di lavoratori “in grigio” (vedi servizio sopra).
Passiamo alle etnie: per l’uva sono soprattutto giovani africani, per le olive la massa delle braccia è garantita da lavoratori comunitari che provengono dall’entroterra rurale dei Paesi dell’Est: Romania, Albania, Serbia, Montenegro. Passiamo all’affidamento, cioè il pseudo contratto che viene stipulato tra il contoterzista e l’imprenditore agricolo che scarica sulla spalle del caporale l’incombenza di arruolare e gestire la manovalanza: per le viti l’affidamento è a ettaro (400-500 euro ad ettaro) mentre per le olive è a quintale raccolto (25-30 euro a quintale). (g.m.)
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